Gruppo misto: patto di fine legislatura

Celano, torna il sereno con Piccone. Natalini (Pd): rimpasto inutile, meglio il voto

    di Domenico Ranieri  CELANO. Il rimpasto in giunta varato dal sindaco Piccone trova consensi nel Gruppo misto che suggella un patto di fine legislatura e le critiche di Ermanno Natalini (Pd). Il primo cittadino ha completato la verifica e sabato sottoporrà il programma al vaglio del consiglio.  Decisivo l'accordo con i quattro componenti del Gruppo misto Domenicantonio Rosati, Adelio Di Loreto, Carmine Torrelli ed Ezio Ciciotti. «Il nostro», osservano, «è stato sempre un comportamento finalizzato a costruire. Siamo molto soddisfatti dell'incontro con il sindaco e con la maggioranza. Abbiamo portato all'attenzione i punti che ci stanno più a cuore e sui quali, siamo sicuri, arriverà la convergenza dei colleghi. Ci riferiamo alla necessità di ridurre l'Irpef per venire incontro alle esigenze di pensionati e dipendenti, di garantire la sicurezza dei cittadini con l'attivazione di telecamere e incentivando i controlli anche attraverso un comitato cittadino».  «Altri argomenti», aggiungono, «sono legati alla viabilità per evitare i disagi ai cittadini, in particolare all'incrocio di via Gualchiera, l'utilizzo a tempo pieno dell'auditorium con progetti già presentati alla Regione e in attesa di finanziamento, il tema del sociale, della pulizia della città, attraverso l'acquisto di una nuova spazzatrice. Infine, siamo per la cessione dell'area del Bonaldi, da destinare ad attività produttive, e per la realizzazione di due nuovi campi da calcio vicino allo
    stadio Piccone». Soddisfazione è stata espressa anche per come è stato gestito il piano neve «grazie anche ai volontari, all'ufficio tecnico, al personale e ai vigili».  Assai critica, invece, la posizione di Ermanno Natalini, dirigente del Pd: «Più che un rimpasto di giunta», dichiara, «è un regolamento di conti tra gli ex di Alleanza nazionale e a farne le spese è stato il buon Elio Morgante. Il sindaco esce notevolmente indebolito da questa vicenda, si è esposto ad altri possibili ricatti e veti incrociati che porteranno alla paralisi amministrativa. In quest'ottica farebbe bene a rassegnarle le dimissioni e non solo ad annunciarle in inutili penultimatum evitando di esporre il Comune a un nuovo lungo periodo di commissariamento. È noto a tutti, inoltre, che Piccone tra poco si troverà di fronte alla scelta se continuare a fare il sindaco oppure tentare di essere rieletto in Parlamento; saremmo facili profeti nel prevedere quale delle due ipotesi il Senatore sceglierà. Tutto questo mentre la situazione economica della città è drammatica, le imprese sono in ginocchio, le famiglie sono oltremodo vessate da disservizi, in un clima dove la sicurezza dei cittadini è ai minimi storici. Tutte le richieste, le proposte, i suggerimenti e le sollecitazioni che da più parti arrivano, sembrano non riguardare chi oggi amministra Celano che dimostra così di non avere un minimo di senso di responsabilità e di rispetto nei confronti dei celanesi».  Natalini non fa sconti neanche al gruppo di opposizione: «Purtroppo si sono fatti sfuggire l'opportunità di mandare a casa la destra che oggi governa Celano; provo amarezza per come sia stato possibile non garantire il numero necessario, appena sette, in consiglio comunale nella seduta in seconda convocazione, che avrebbe permesso il regolare svolgimento del consiglio dove, se si fosse votato contro il bilancio annuale, si sarebbero determinate le dovute dimissioni del sindaco con tutto ciò che ne conseguiva: nuove elezioni a maggio».

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    9 febbraio 2012
     

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