di Monica Pelliccione
L'AQUILA. Un appello accorato al presidente del Consiglio,
Mario Monti. Gli ex lavoratori della Finmek Solution dell'Aquila chiedono al governo una deroga alla riforma pensionistica: l'unico modo per ottenere la proroga automatica della cassa integrazione, quindi l'aggancio alla pensione. Un'odissea, quella dei dipendenti dello stabilimento Finmek, che ha trovato nel decreto sulle pensioni un nuovo, insormontabile, ostacolo. Una buona fetta di lavoratori rischia, adesso, di essere tagliata fuori per via dell'età, lavorativa e anagrafica, che non corrisponde ai requisiti minimi stabiliti dal governo. Ma i lavoratori non si arrendono e rivolgono un appello proprio al presidente Monti, in una lettera dai toni accorati. Una sola la richiesta, motivata da storie personali che si intrecciano al dramma del post- terremoto, che ha inferto il colpo finale a una fabbrica già in dismissione: adottare misure straordinarie per i lavoratori aquilani, non solo quelli della Finmek. Una deroga alla riforma pensionistica che garantirebbe, di fatto, l'aggancio alla pensione con il prolungamento della mobilità. Questioni tecniche, che si traducono per 150 famiglie aquilane, nella possibilità di uno stipendio garantito, per i prossimi 4-5 anni. «Senza il prolungamento della mobilità», afferma uno degli ex dipendenti Finmek, portavoce della protesta, «molti di noi resteranno senza lavoro. Abbiamo superato i 55 anni di età: troppo vecchi per il mercato occupazionale, troppo giovani per andare in pens
ione». Tutto nero su bianco, nella nota che le maestranze invieranno al presidente Monti. «La nostra non è una posizione isolata», fanno notare, «molti altri dipendenti di piccole e medie aziende del cratere, in crisi o in liquidazione, sono in cassa integrazione da tempo. L'unica possibilità è adottare un provvedimento specifico per L'Aquila, sulla scorta di quanto già fatto per la restituzione delle tasse». La preoccupazione, per buona parte dei lavoratori, è reale: si tratta per lo più di famiglie monoreddito, che faticano a sopravvivere con 700 euro mensili. Anche questa entrata potrebbe venire meno. Del caso Finmek si stanno interessando i sindacati e i parlamentari aquilani, che hanno presentato un emendamento al Milleproroghe. Ma il tempo stringe: a ottobre finirà la cassa integrazione.
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9 febbraio 2012
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