di Enrico Nardecchia
L'AQUILA. Cialente vuole trascinare Giovanardi in tribunale. Quell'«aquilani cialtroni» pronunciato in tv dall'ex sottosegretario del governo Berlusconi non è andato giù al sindaco. La storia della Fondazione torna nelle aule giudiziarie. Il sindaco, acquisito il testo integrale dell'intervento al «Chiambretti show», ha dato disposizioni all'ufficio legale del Comune «di procedere con una querela per diffamazione e calunnia». Giovanardi controquerela.
CITTÀ OFFESA. «Giovanardi», ha dichiarato il sindaco, «ha rivolto frasi ingiuriose a tutta la cittadinanza. Auspico che questa denuncia e la successiva inchiesta possano fare ulteriore luce sull'oscura vicenda della gestione dei 12 milioni nella quale, a mio avviso, l'ex sottosegretario ha svolto un ruolo decisivo. Il Comune», ha continuato Cialente, «ha presentato ben sette progetti, così come altri Comuni del cratere sismico, e di questi uno solo è stato finanziato. Peraltro, se la commissione, nominata da
Chiodi come commissario delegato e in cui il sottosegretario aveva il suo rappresentante, non avesse stabilito criteri che non erano pubblici e che hanno penalizzato sia il Comune dell'Aquila che gli altri, le cose, sono convinto, sarebbero andate in maniera diversa. Giovanardi fa polemiche e insulta per cercare di nascondere le sue pesanti responsabilità. Ho fiducia nella magistratura che spero farà luce».
PEZZOPANE. «L'attuale deputato Pd
l Giovanardi», ha poi commentato l'assessore
Stefania
Pezzopane, «ha usato termini offensivi e calunniosi nei
confronti dell'intera cittadinanza aquilana, decisamente fuori
luogo in un corretto dibattito politico. Soprattutto, ha insultato
la città e il Comune in assenza di esponenti dell'amministrazione
che potessero spiegare come stanno relamente le cose. Giovanardi
dice il falso affermando che "gli amministratori locali" non gli
avrebbero inviato i progetti e che continuano a non inviarglieli, e
getta discredito sull'amministrazione tentando di creare una falsa
idea nell'opinione pubblica al fine di una tendenziosa propaganda
elettorale. Siamo costretti a querelarlo per il bene nostro e
dell'amministrazione. Come fa a sostenere che il Comune non ha
presentato progetti se il suo stesso dicastero ne ha gia firmato
uno che è anche appaltato e se nella graduatoria approvata dal
commissario Chiodi di progetti del Comune ce ne sono ben sette di
cui uno anche finanziato? È evidente che Giovanardi, oltre a fare
campagna elettorale per il Pdl, a scapito degli aquilani, sta
difendendo le oscure manovre dei suoi collaboratori politici e
tecnici che si stavano adoperando per impedire al Comune di
realizzare progetti sociali in modo che altri potessero realizzarli
con ben diverse finalità».
A DESTRA. «Aquilani cialtroni?
Mi pare un po' troppo». Questo il commento del consigliere
regionale del Pdl
Luca Ricciuti in relazione alla recente
polemica innescata dopo il programma tv nel corso del quale si è di
nuovo parlato della vicenda dei fondi per il sociale finiti sotto
inchiesta, da parte della procura dell'Aquila, per un tentativo di
truffa ai danni dello Stato. «Evidentemente c'è qualcosa che non va
per quanto riguarda i progetti, ma prima di uscirsene in questo
modo», dice in riferimento a Giovanardi, «bisognerebbe essere più
delicati». «Non è consentito a nessuno», dice ancora
Ricciuti, «chiamare cialtrone un popolo come quello
aquilano, che sta vivendo un momento difficile». «Non è la prima
volta che ci dicono che non presentiamo i progetti», ammette il
consigliere regionale. «Ricordo che anche sui fondi Fas siamo stati
criticati perché non si presentavano i programmi. Dico, dunque, che
serve maggiore attenzione da parte degli aquilani a presentare le
proposte. Però, quelle di Giovanardi sono parole davvero troppo
forti». Per l'ex sindaco
Enzo Lombardi (Pdl), consigliere
comunale, «i giornalisti hanno forzato un po' le dichiarazioni di
Giovanardi. L'ex sottosegretario non ha detto che sono cialtroni
tutti gli aquilani, ma solo quelli che sono titolati a presentare
progetti e non lo fanno». Insomma, per Lombardi, l'ex
sottosegretario ha in qualche modo ragione. Ma alla fine ammette:
«Ha spiegato la situazione in un modo sui generis e con parole un
po' forti». (ha collaborato Marianna Gianforte)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
8 febbraio 2012
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