Affondo dell'ex sottosegretario sui 12 milioni destinati al sociale finiti sotto inchiesta
di Enrico Nardecchia
L'AQUILA. «Aquilani cialtroni». Duro attacco dell'ex sottosegretario del governo Berlusconi Carlo Giovanardi che in tv, nel corso della trasmissione «Chiambretti night», è tornato sul mancato impiego dei 12 milioni per il sociale, finiti sotto inchiesta della procura. Un'inchiesta che vede tra i sospettati anche il vescovo ausiliare dell'Aquila monsignor
Giovanni D'Ercole, che rischia il processo per il reato di rivelazione di segreti inerenti a un procedimento penale. L'indagine della magistratura aquilana verte sull'attività della Fondazione Abruzzo solidarietà e sviluppo di cui a lungo i vescovi
Molinari e
D'Ercole sono stati ai vertici prima di uscire di scena proprio mentre stavano per scattare gli arresti. Misure cautelari che hanno riguardato il professore romano
Fabrizio Traversi e il medico aquilano
Gianfranco Cavaliere finiti entrambi ai domiciliari con l'accusa di tentata truffa ai danni dello Stato. L'argomento-Fondazione è tornato alla ribalta nel programma televisivo di
Chiambretti. L'ex sottosegretario con delega alle politiche per la famiglia ha affermato, tra le altre cose, che «da tre anni sono pronti 12 milioni di euro per L'Aquila. Sono già stanziati, mancano i progetti. Spero che qualcuno li presenti. Questa situazione è colpa dei cialtroni aquilani che non presentano proposte e che strumentalizzano politicamente questa vicenda, ma non dei cittadini». Affermazioni, queste, che hanno scatenato una raffica
di proteste. La domanda che ha fatto scatenare Giovanardi è stata posta dall'attrice aquilana
Giorgina Cantalini intervenuta al programma di Italia 1. «Dalle intercettazioni si capisce che i fondi sono pilotati e la popolazione aquilana e gli amministratori defraudati», ha affermato la Cantalini, che ha fatto anche riferimento all'intercettazione telefonica tra l'ex sottosegretario e il vescovo D'Ercole finita agli atti dell'inchiesta. «Vorrei chiedere come mai lei difende ancora i suoi collaboratori ed ex collaboratori e come mai di fronte a queste storie voi politici siete sempre dalla parte di voi stessi e mai dalla parte dei cittadini che hanno bisogno?». «Gli aquilani», ha replicato seccamente
Giovanardi, «non hanno presentato i progetti. Nessuno dall'Aquila me li presenta. I fondi sono in attesa di essere spesi, D'Ercole si era dato da fare affinché si spendessero soldi per l'importante scopo sociale altrimenti fermi. Uno scandalo, sono stato all'Aquila più volte. Ho fatto una conferenza stampa per denunciare il ritardo. Ma i progetti ancora non ci sono». Quindi la frase che ha scatenato un'ondata di reazioni: «I cialtroni sono gli aquilani che strumentalizzano questa vicenda».
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7 febbraio 2012
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