Rogo a San Giuliano, il Comune chiede i danni

L'ente vuole un risarcimento di 5 milioni dalla Strada dei parchi

       L'AQUILA. Ancora un rinvio, stavolta al 24 aprile 2012. Slitta ancora l'udienza preliminare a carico di 13 persone ritenute responsabili dell'incendio che quattro anni fa divorò la pineta di San Giuliano arrivando a lambire anche il convento. Il tratto autostradale interessato dalle fiamme che durarono giorni è stato quello all'altezza dei quartieri di Pettino e San Sisto.  Intanto, il Comune nella costituzione di parte civile, ha quantificato in 5 milioni e chiede i soldi agli imputati ma anche alla Strada dei parchi e alle due società che stavano effettuando le opere di manutenzione che poi hanno causato le fiamme.  Il prossimo 24 aprile, davanti al gup Giuseppe Romano Gargarella dovranno comparire il responsabile legale della ditta Toto che aveva avuto in appalto i lavori della sistemazione di quel tratto autostradale, ovvero il 35enne Alfonso Toto (Chieti). Con lui rischiano il processo anche Italo Paolo Giuseppe Trinchini (San Benedetto dei Marsi), Francesco Mongiardini (Roma) e Alessandro Trudu (Pianella) in qualità di committenti dalla Strada dei Parchi, rispettivamente nelle vesti di coordinatore della sicurezza, responsabile del procedimento dei lavori e coordinatore della progettazione.  Imputati anche Walter Rapposelli (Chieti), direttore tecnico del cantiere, Giuseppe Squadrone (Paglieta), Domenico D'Eramo (Rocca di Mezzo) e Giuseppe Ferrante (Popoli), dipendenti della Toto Spa. Coinvolti anche Gabriele Franciosi (Barisciano), amministrator
    e della ditta Gm subappaltrice dei lavori, l'aquilano capo cantiere Berardino Baiocco, e tre romeni residenti all'Aquila e dipendenti della Gm: Ilie Stuparu, Georgian Prioteasa e Raul Marius Imbrisca. Secondo la Procura, ma le accuse sono ancora tutte da dimostrare, sarebbero stati loro, il 9 agosto di 5 anni fa, ad aver causato l'incendio tagliando delle vecchie barriere metalliche di sicurezza sul viadotto con una saldatrice. Il tutto senza aver predisposto un adeguato sistema antincendio. Furono  adottate cautele antincendio inadatte quali il mero posizionamento nella zona di una cisterna con 200 litri di acqua. Inoltre nella zona c'erano solo due operai muniti appena di una pala. Infine il parascintille adoperato durante il taglio era troppo piccolo per scongiurare una ricaduta di scorie metalliche incandescenti sotto le sterpaglie, cosa che poi avvenne. Ci sono poi accuse ulteriori quali la violazione della 626 e l'assenza di un piano operativo di sicurezza.  Sono stati indicati, dunque, i responsabili civili ovvero la Strada dei Parchi, la impresa Toto e la Gm.  Gli avvocati Lorenzo Cappa e Dario D'Alessandro hanno disposto la costutuzione di parte civile dell'amministrazione separata degli usi civici di Collebrincioni. Ecco gli altri avvocati coinvolti nel processo: Massimo Manieri, Roberto Madama, Ersilia Lancia, Francesco Valentini, Francesco Camerini, Giusi Galgani, Luca Meogrossi dell'Aquila e Augusto La Morgia di Pescara.

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    1 febbraio 2012
     

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