di Giustino Parisse
ROCCA DI MEZZO. Se durerà è difficile da prevedere. Certo è che nel giro di un paio di giorni il «caso L'Aquila» con il suo carico di dolore, macerie e voglia di ricostruire è tornato all'attenzione delle più alte cariche dello Stato. Venerdì il presidente del consiglio Monti ha incaricato il ministro Barca di mettere le mani nel ginepraio aquilano per tentare di sbrogliare qualche matassa. Ieri il presidente Napolitano ha inviato un messaggio di incoraggiamento ai sindaci del cratere.
Ieri mattina il sindaco di Rocca di Mezzo
Emilio Nusca ha riunito nell'aula consiliare del comune rocchigiano i sindaci del cosiddetto cratere, per un incontro con l'ex sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta. In questo modo i primi cittadini hanno voluto ringraziare Letta per «tutto quello che ha fatto per L'Aquila dal sei aprile 2009 in poi e che continua a fare». All'appuntamento si sono presentati in tanti, compreso il sindaco dell'Aquila
Massimo Cialente. C'erano inoltre il presidente commissario
Gianni Chiodi, il presidente della Provincia
Antonio Del Corvo e il prefetto
Giovanna Maria Iurato.
Letta ha fatto il piccolo miracolo di rimettere insieme i protagonisti istituzionali della ricostruzione che nelle settimane e nei mesi passati si sono guardati un po' in cagnesco e non hanno perso occasione per scambiarsi stilettate.
Invece davanti all'ex uomo di governo grande cordialità, battute (Del Corvo ha ricordato che
Cialente parla spesso dell'ex sottosegretario come del "compagno
Letta") e pacche sulle spalle. Erano da poco passate le 13,10
quando il cellulare dell'ospite ha squillato. La telefonata era
talmente urgente che Letta ha chiesto di interrompere per un attimo
l'incontro. Si è spostato in una stanza attigua dove è rimasto per
qualche minuto. Quando è rientrato aveva ancora il cellulare
all'orecchio e ha rivelato a tutti che c'era in linea il presidente
della Repubblica
Giorgio Napolitano (chiara
dimostrazione che Letta resta un interlocutore privilegiato per i
vertici delle Istituzioni).
L'ex sottosegretario ha chiesto al Presidente di rivolgere un
saluto ai sindaci: «Riferisco io le sue parole, non si
preoccupi».
IL MESSAGGIO. Ecco quello che ha detto Napolitano:
«Nessuno pensi che ci si possa dimenticare dell'Aquila e
dell'Abruzzo». Applauso corale dei primi cittadini. «E' una ferita
per tutta l'Italia ed è impegno d'onore di tutta l'Italia far
rinascere L'Aquila e l'Abruzzo». Letta: «Grazie Presidente, a nome
di tutti i presenti, per l'incoraggiamento che ci dà». Fine della
telefonata.
L'INVITO DI LETTA. L'ex sottosegretario ha rivelato di
essere andato via da Palazzo Chigi, quando c'è stato il cambio di
governo, sereno e senza rimpianti a parte quello «di non poter più
seguire le vicende dell'Aquila».
Ha poi svelato che la notte del sei aprile 2009 a Roma ha sentito
distintamente la scossa: «Alle 3,33 ho chiamato Bertolaso e gli ho
detto che poteva esserci stato un terremoto devastante che forse
aveva colpito l'Abruzzo. Ho subito preso appuntamento con lui a
Palazzo Chigi e da lì si è messa in moto la macchina dei
soccorsi».
Letta ha assicurato ai sindaci di essere «sempre a disposizione»,
ha fatto un invito «all'unità di intenti anche quando la dialettica
fra le parti è particolarmente vivace» e ha riferito di aver
sensibilizzato più volte l'attuale presidente del consiglio
affinché non perda mai di vista i problemi dell'Aquila.
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29 gennaio 2012
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