di Enrico Nardecchia
Il ministro per la coesione territoriale, Fabrizio Barca
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L'AQUILA. Accelerare la ricostruzione dell'Aquila. Questo il mandato conferito dal capo del governo
Mario Monti al ministro per la coesione territoriale,
Fabrizio Barca. Il premier gli ha affidato «un incarico finalizzato a integrare le iniziative volte allo sviluppo della città dell'Aquila, e, all'accelerazione della ricostruzione». «A tale scopo», prosegue la nota di Palazzo Chigi, «sarà attivato un tavolo, cui contribuiranno in modo specifico
Antonio Catricalà e le strutture della Presidenza del Consiglio, i ministri interessati e la Ragioneria generale dello Stato». Insomma, nelle sei ore di consiglio dei ministri c'è stato spazio anche per il capoluogo abruzzese che attende di essere ricostruito a quasi tre anni dal terremoto.
COMMISSARIO. Nelle poche righe di comunicato non viene mai nominato l'attuale commissario per la ricostruzione
Gianni Chiodi, scelto per questo ruolo dal passato governo guidato da
Silvio Berlusconi. Neppure un cenno anche alla struttura commissariale. Un'omissione casuale? A sentire i decodificatori dei messaggi del Palazzo non è proprio così. Negli ultimi giorni, del resto, il sindaco
Massimo Cialente è apparso più sereno e anche più motivato. Al consiglio comunale di giovedì è tornato a parlare con ritrovata fiducia. Ha citato spesso la telefonata col presidente del Consiglio. Al quale ha dovuto delle spiegazioni. «Ma come? Peggio di
Berlusconi?», riferisce lo stesso
Cialente autore del giudizio tranciante. Al contrario, si sono registrati
l'attendismo e il silenzio di
Chiodi sul caso
delle dimissioni del capo della struttura tecnica di missione
Gaetano Fontana.
CHIARIMENTO. «Ho parlato», racconta
Cialente, «col presidente del Consiglio e gli ho
spiegato la situazione dell'Aquila. Gli ho parlato di
quell'ordinanza non concordata che ci penalizza, quella per il
centro storico. Poi, oggi pomeriggio (ieri per chi legge, ndr) ho
avuto questa notizia bellissima. È stato lo stesso ministro a
chiamarmi al telefono alle 15,30. Con l'attuale ministro avevamo
pensato a una struttura tecnica di missione molto diversa da com'è
stata poi realizzata da Chiodi. Quella di
Barca
avrebbe funzionato. Sarebbe stato un po' come avere il governo qui
da noi. Il ministro ha un rapporto molto forte con L'Aquila. Io
l'ho conosciuto quando ero parlamentare. Nei mesi successivi al
sisma ha lavorato su un progetto molto importante sullo sviluppo
della città, raccogliendo in parte il piano strategico dell'Aquila
e ancorando il rilancio a una collaborazione tra Ocse e ministero
dell'Economia. Da oltre un anno, poi, il ministro era nuovamente
impegnato in questo studio per tutto il Meridione ma che partiva
proprio dall'Aquila su questioni di sviluppo con l'Ocse. Poi è
arrivata la nomina al governo che non gli impedirà di seguirci da
vicino, specialmente adesso. Come avevo chiesto, del resto, sarà
lui a seguire L'Aquila. Mi ero permesso di indicare il suo nome
proprio per questi motivi. Lo avevo incontrato due volte anche per
l'emendamento da 90 milioni per le imprese. Il fatto che il
ministro si occupi di sviluppo è una grande notizia e ci permetterà
di accelerare tante cose per la ricostruzione, insieme a tutto il
gruppo di lavoro che annovera anche il sottosegretario
Catricalà. Il primo incontro è già fissato per la
prossima settimana anche con
Chiodi. Davvero un
buon segnale. Il destino della struttura commissariale dipende dal
parlamento. Questo è il segnale del rapporto nuovo del governo con
noi. Sono veramente felice e, devo dire, anche abbastanza
rassicurato».
FONTANA. «Felice» della nomina di
Barca anche
Gaetano Fontana che
si è dimesso dalla struttura di missione ma ha anche convocato i
sindaci per una riunione il 31 gennaio. «Amministrazione
ordinaria», precisa. «Non assumerò nuove iniziative in attesa che
il commissario dica qualcosa. Non ho ancora parlato con
Chiodi ma ho posto due problemi: uno, sono un
funzionario e non un contendente politico; due, la struttura ha
bisogno di una messa a punto. Barca? Un amico».
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28 gennaio 2012
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