Coca e sesso, duemila euro per sei ragazze

Da carte e intercettazioni i costi dei festini. Tra i frequentatori spunta anche un politico

    di Giampiero Giancarli  L'AQUILA. Duemila euro per avere a disposizione il night club la Bussola di Alba Adriatica con sei ragazze per fare sesso. I costi per sesso e droga spuntano da carte e intercettazioni dell'inchiesta della polizia dell'Aquila «Costa Dorata» che ha portato all'arresto di 9 persone.  Ma la cosa che sorprende è dalle carte spunta anche un politico che ha frequentato ben quattro volte il locale dove si facevano i festini ed è stato sentito come persona informata sui fatti.  Comunque, tornando alle intercettazioni, ci sono dei colloqui tra più persone e l'indagato Roberto Foschi. Secondo la squadra mobile la direzione logistica del locale era a lui affidata. Questi, oltre a fare il cameriere avrebbe organizzato incontri sessuali a pagamento. Il linguaggio inevitabilmente triviale delle intercettazioni, chirisce comunque come si svolgevano i fatti. In una telefonata emerge che Foschi e Romolo Fabio, si organizzano per reperire ragazze. «Forse dobbiamo andare a prendere quelle due troie a Montesilvano», dice uno di loro, «... hai qualche alternativa?», L'altro risponde: «Falle venire in treno». Ci sono poi delle situazioni da film porno. Roberto comunica a Romolo Fabio che una ragazza «se sta a fa' lu professore de Milano... se lo sta facendo e lo sta massacrando». Naturalmente le prostitute novizie erano quelle più impegnate. Fabio, al riguardo, si rivolge a Foschi dicendo «quelle nuove falle faticà». Ci sono poi delle offerte per i clienti pi&ugr
    ave; assidui. A un tale che chiedeva ragazze uno degli indagati gli dice: «allora ci vediamo là... ci sta una polacchetta nuova... dai».  I clienti sembrano avere pretese molto precise. un tale chiede a Foschi «Hai una strafiga simpatica, non troppo giovane, non alta due metri, per domani sera?» Roberto gli consiglia una tunisina non troppo alta che farebbe al suo caso. Un altro soggetto chiede a Foschi se ci sono ragazze per «tre fichi arrapati».  L'indagine ha consentito di disarticolare un fiorente canale di spaccio di cocaina gestito da albanesi e italiani. In carcere sono finiti i fratelli Vladimir e Kujtim Picaku, rispettivamente di 30 e 27 anni, entrambi domiciliati a Coppito, Ervis Braka 26 anni residente a Teramo, il 25enne Edison Rrokaj, residente all'Aquila, Naim Grabovaj, 24 anni anch'egli residente all'Aquila. Gli altri 4 sono invece agli arresti domiciliari. Si tratta del 28enne Mirko Barone, pescarese ma residente nel comune di Scoppito, di Roberto Foschi (58 anni) residente a Teramo, così come il 34enne Fabio Romolo. Ai domiciliari anche l'unica donna del gruppo: la 31enne Alona Osipova. Lettonia, ma residente a Teramo.  L'inchiesta era partita nell'ottobre del 2010. Nel mirino degli investigatori un gruppo di albanesi, da tempo residenti all'Aquila, sospettati di gestire un fiorente canale di spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina, con propaggini operative all'Aquila e Alba Adriatica. Ci sono altri sospettati coperti da omissis.

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    28 gennaio 2012
     

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