Il giudice: no a consulenza della procura

Da rifare la perizia sulle scelte della gente dopo la riunione del 31 marzo

       L'AQUILA. Il giudice Marco Billi, su richiesta dei difensori degli imputati, ha imposto di rifare la consulenza sul comportamento della gente dopo la riunione della commissione Grandi Rischi da parte del professor Antonello Ciccozzi.  Infatti gli si è avvalso anche dei verbali di sommarie informazioni ma avrebbe dovuto basarsi, secondo giudice e avvocati, solo delle deposizioni ufficiali. Morale della favola: il lavoro dovrà essere rielaborato e sarà esaminato nell'udienza dell'11 aprile. Ieri, inoltre, sono stati sentiti molte parti civili rappresentate dall'avvocato Fabio Alessandroni.  Linda Giuseppina Giordani, madre di Daniela Visione, scomparsa nel sisma con i figli suoi e di Massimo Cinque, ha ricordato che prima della riunione della commissione «l'atteggiamento rispetto al sisma era quello che noi avevamo trasmesso ai nostri figli automaticamente, avendolo ricevuto dai nostri genitori. Come c'era una scossa, immediatamente si usciva fuori». Dopo la riunione, «sentii che ci rassicuravano. Dicevano che la situazione era favorevole - ha ricordato la donna - e che la fuoriuscita di energia era un segno buono. Ci eravamo tranquillizzati, come se chi ne capiva più di noi ci avesse messo un cappello di sicurezza sopra. Abbiamo avuto fiducia». Maria Luisa Bastida, madre di Massimo Cinque e suocera di Daniela Visione, ha ricordato che uno dei piccoli rimase colpito dalla battuta che fece uno degli imputati, Bernardo De Bernardinis, rispondendo al cro
    nista Colacito il quale chiese se gli aquilani, da lui tranquillizzati, potevano bere un bicchiere di vino, ricevendo risposta positiva. «Mio nipote» ha ricordato la donna «mi chiese "Cosa significa brindare, che ci dobbiamo ubriacare per il terremoto?". Risposi no, che il terremoto andava scemando e possiamo stare tranquilli». Tra i testimoni anche l'architetto Andrea Vittorini, fratello di Vincenzo, che nel sisma ha perso la moglie e la figlia. L'udienza si è conclusa con la testimonianza di Ottavio Mari Fiamma, amico di Vittorini.  Mentre nell'unica testimonianza tecnica di ieri ha parlato Fabio Sabetta, dell'Ufficio rischio sismico e vulcanico, geofisico che dal 2001 lavora in Protezione civile. Ha riferito che uno studio sulla stima dei danni di un ipotetico sisma all'Aquila aveva previsto cifre molto simili a quelle che si sarebbero poi verificate: 1200 persone coinvolte in crolli, 132 mila abitazioni danneggiate, 31 mila senza tetto, 22 mila abitazioni inagibili, dati che sembrano avvicinarsi allo scenario reale dei danni.  Non sono mancati gli screzi: l'avvocato Melandri ha rimproverato il pm Picuti perchè, a suo dire, rivolge più volte la stessa domanda ai testimoni «finchè non gli danno la risposta che vuole». Prossima udienza il primo febbraio. Questi gli imputati: Franco Barberi, Bernardo De Bernardinis,Enzo Boschi, Giulio Selvaggi, Gian Michele Calvi, Claudio Eva, Mauro Dolce. (g.g.)

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    26 gennaio 2012
     

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