di Giampiero Giancarli
L'AQUILA. L'ex capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, entra nel processo alla commissione Grandi Rischi: il pm ha inserito agli atti la trascrizione della sua telefonata all'allora assessore regionale, Daniela Stati, il giorno prima della riunione della commissione. Inoltre, lo stesso pm,
Fabio Picuti, ha comunicato alle parti di avere inserito agli atti pure la registrazione della trasmissione andata in onda domenica scorsa su La7, «Ma anche no», condotta da
Antonello Piroso, nella quale è intervenuto Bertolaso. Questi ha sostenuto di non avere paura di diventare il capro espiatorio di quanto addebitato alla commissione grandi Rischi, di non temere di rischiare di passare dallo status di testimone a quello di indagato lamentandosi anche di essere accusato di tutto quello che non è andato nella vicenda terremoto. Nella telefonata alla Stati, Bertolaso, parlando della riunione del 31 marzo, diceva che si trattava di un'operazione mediatica adottata non perché si avesse paura, ma per tranquillizzare tutti. Nelle parole di esordio della conversazione egli parla di «zittire subito qualsiasi imbecille», il riferimento indiretto è al tecnico
Giampaolo Giuliani che nel corso dello sciame sismico ha continuato ad annunciare altri terremoti basandosi sull'aumento dei valori dal gas radon. Probabilmente Giuliani, per una parte della comunità scientifica nazionale costituiva un problema. «Devi dire ai tuoi di non fare comunicato dove non sono previste altre
scosse di terremoto», disse ancora Bertolaso alla Stati, «perchè
quelle sono cazzate, non si dicono mai queste cose quando si parla
di terremoti». La Stati, in alcuni passaggi chiede scusa a
Bertolaso, per il resto si limita ad ascoltare. Ecco il resto del
discorso di Bertolaso con i passaggi importanti per la procura
della repubblica dell'Aquila. «E' uscita un'agenzia che dice che
non ci saranno altre scosse, è una cosa che non si dice mai,
Daniela, neanche sotto tortura!. Quando fanno i comunicati devono
parlare con il mio ufficio stampa,che ormai ha la laurea honoris
causa in informazione in emergenza e quindi sanno come ci si
comporta in modo da evitare boomerang. Perché se tra due ore c'é
una scossa di terremoto, che cosa dicono i tuoi? Il terremoto è
terreno minato, bisogna essere prudentissimi. Comunque questa cosa
la sistemiamo. La cosa importante è che adesso De Bernardinis ti
chiama per dirti dove volete fare la riunione. Io non vengo, ma
vengono Zamberletti, Barberi, Boschi, quindi i luminari del
terremoto d'Italia. Li faccio venire all'Aquila o da te o in
prefettura, decidete voi, a me non frega niente, di modo che é più
un'operazione mediatica, hai capito?. Così loro, che sono i massimi
esperti di terremoti diranno: è una situazione normale, sono
fenomeni che si verificano, meglio che ci siano 100 scosse di 4
scala Richter piuttosto che il silenzio perché 100 scosse servono a
liberare energia e non ci sarà mai la scossa, quella che fa male.
Parla con De Bernardinis e decidete dove fare questa riunione
domani, che non é perché siamo spaventati e preoccupati, ma è
perché vogliamo tranquillizzare la gente. E invece di parlare io e
te, facciamo parlare i massimi scienziati nella sismologia».
Bertolaso è stato chiamato in causa anche da una recente denuncia
presentata dall'avvocato
Antonio Valentini il quale gli
contesta le stesse colpe dei sette imputati nel processo, ovvero
l'omicidio colposo plurimo, proprio sulla scorta di quella
telefonata. Una denuncia che prevede, automaticamente, la
iscrizione del nome di Bertolaso nel registro delle notizie di
reato. Va detto che Valentini, il quale subito dopo il sisma chiese
ma non ottenne un confronto pubblico sulla ricostruzione con
Bertolaso, presentò anche la denuncia che poi ha portato al rinvio
a giudizio della commissione. Bertolaso, come è stato ribadito
ieri nella dodicesima udienza del processo, è stato anche citato
come testimone per l'8 febbraio e dovrà comunque presentarsi in
aula; anche se, in seguito alla denuncia, potrebbe avvalersi della
facoltà di non rispondere. Si tratta, comunque, di una posizione
tutta da chiarire fermo restando che il pm Picuti avvierà un
procedimento specifico visto che non è possibile unificarlo con il
processo in corso. Il suo avvocato, il professor
Filippo
Dinacci, fa sapere di avere appreso la notizia dalla stampa e
che deve ancora vedere le carte prima di capire quali sono
esattamente le contestazioni. Dinacci, comunque, è il difensore di
uno degli imputati,
Mauro Dolce e a suo avviso non esiste
incompatibilità. Contro Bertolaso, sempre per omicidio colposo,
sta per essere presentato un altro esposto su iniziativa di
Rifondazione comunista che tre avvocati stanno preparando in questi
giorni.
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26 gennaio 2012
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