di Claudio Lattanzio
SULMONA. «La Regione deve salvaguardare tutti i presidi giudiziari regionali senza operare distinzioni». Lo scrivono gli avvocati sulmonesi in un documento in cui chiedono un incontro urgente con il governatore Chiodi per discutere la paventata soppressione dei tribunali minori. La richiesta è stata avanzata dal presidente dell'Ordine forense,
Gabriele Tedeschi, all'indomani della risoluzione approvata martedì dal consiglio regionale con cui lo stesso
Chiodi si impegna presso il governo per tutelare i tribunali abruzzesi a rischio. Ma in un passaggio dello stesso documento si sottolinea che il tribunale di Avezzano per parametri tecnici coerenti con la legge delega (la numero 148 del 2011) «risulta essere il terzo tribunale della regione, e quindi conforme con quanto previsto dalla stessa legge, ed è presidio di giustizia di riferimento dell'intera regione». Per Tedeschi tale risoluzione «non è corretta sul piano politico e istituzionale nella parte in cui conferisce preminenza al tribunale di Avezzano che di fatto significa affermare che i tribunali di Sulmona, Vasto e Lanciano possono essere soppressi». «Tutti i tribunali abruzzesi a rischio sono presidio di giustizia di riferimento per l'intera regione», sottolinea il presidente Tedeschi, «in quanto la stessa legge delega, oltre a quello numerico, indica altresì criteri e principi direttivi di tipo valutativo ed oggettivo quali l'estensione del territorio e la specificità terri
toriale del bacino di utenza, anche con riguardo alla situazione infrastrutturale». Il presidente dell'Ordine degli avvocati conclude chiedendo al consiglio e alla giunta regionale che non ci siano «figli e figliastri ma assumano determinazioni formali e sostanziali, a salvaguardia di tutti i presidi giudiziari regionali senza operare distinzioni e senza conferire preminenze o priorità indebite». Intanto si è inserito martedì sera il gruppo di lavoro operativo a difesa del presidio giudiziario sulmonese. Ne fanno parte i sindaci di Sulmona, Castel di Sangro e Pratola (
Fabio Federico,
Umberto Murolo e
Antonio De Crescentiis), e una rappresentanza di avvocati e di dipendenti del palazzo di giustizia peligno.
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26 gennaio 2012
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