Giocondo «poeta della cucina» folla e commozione per l'addio

    di Claudio Lattanzio  RIVISONDOLI. Sulla bara un cuscino di rose rosse insieme al dolore dei familiari e di quanti gli volevano bene. Centinaia di persone hanno partecipato ieri ai funerali di Giocondo Gasbarro, il ristoratore 55enne di Rivisondoli morto sabato mentre stava servendo i clienti. «Un poeta della cucina», nelle parole dell'onorevole Catone.  «Ci ha lasciati un artista e cultore del suo territorio che ha saputo promuoverne la storia e le radici attraverso le prelibatezze che riusciva a proporre con i suoi piatti», questo il ricordo di Giampiero Catone che ha partecipato al funerale insieme alla moglie, entrambi grandi amici di Giocondo Gasbarro. Il politico ha lasciato i suoi impegni romani in parlamento per dare l'ultimo saluto a una persona che apprezzava per la grande umanità e un altruismo fuori dal comune. Tra i tanti amici presenti anche il proprietario della emittente televisiva TeleAesse Enzo Iacobucci, l'albergatore Roberto Donatelli e il promoter Giuseppe Lepore, tutti e tre amici di infanzia di Giocondo che dalla prima radio libera e dall'esuberanza giovanile hanno saputo cogliere, nei primi anni '80, le giuste opportunità per contribuire alla crescita del territorio.  «Giocondo ha rappresentato per la nostra generazione», ha ricordato con commozione Donatelli, «un punto di riferimento costante e sicuro. Un precursore e la cosa più bella che possiamo riconoscergli è proseguire nell'opera che lui ha iniziato mirata all'unione delle forze d
    ei tre Comuni degli Altipiani Maggiori».  Ad aprire il corteo funebre un nutrito gruppo di alpini con il classico cappello con la penna e la bandiera italiana. Mentre il rito è stato celebrato da don Palmiero, vecchio parroco di Rivisondoli e grande amico di Giocondo. Anche lui ha voluto essere presente ad ogni costo nonostante i problemi di salute. «La nostra presenza è dettata dall'affetto che ci lega a chi non è più in mezzo a noi», ha detto il sacerdote nella sua omelia. «E vogliamo unirci al dolore dei familiari della mamma, lo vogliamo fare con le parole che troviamo nella Sacra scrittura e nella Resurrezione. Quello che e oggi ci rattrista è un necessario passaggio alla vita eterna. La nostra preghiera è che questa volta sia il signore ad accogliere Giocondo nel suo celeste banchetto».

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    24 gennaio 2012
     

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