di Enrico Nardecchia
L'AQUILA. Benzina dell'ufficio per l'auto regalata. Indagano anche su questo aspetto i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria incaricati dalla Procura di scandagliare fino in fondo gli appalti passati attraverso l'ufficio del Provveditore aggiunto alle opere pubbliche
Giancarlo Santariga, 64 anni, arrestato (ai domiciliari) con l'accusa di concussione ai danni di un'impresa che aveva lavorato sia al Centro smistamento merci della Marsica sia al nuovo Comando delle Fiamme gialle a Pescara. Nuovi particolari sulla vicenda giudiziaria che ha investito uno degli uomini-cardine della ricostruzione post-terremoto emergono dall'esame degli atti.
LA TESSERINA. In relazione all'utilizzo delle autovetture (tre Lancia Delta prese a noleggio dall'impresa Prismo Universal italiana spa ed entrate, di fatto, secondo l'accusa, nella disponibilità piena e privata di
Santariga), l'attività d'indagine, portata avanti anche grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali, ha consentito di intercettare alcune conversazioni, che lo stesso gip nell'ordinanza non esita a definire «vivaci», tra lo stesso
Santariga e alcuni dei componenti del suo ufficio.
Le conversazioni in questione, come emerge dagli stessi atti dell'inchiesta, risalgono al mese di settembre del 2011 e rendono evidente, secondo il giudice che ha disposto i domiciliari per
Santariga, «come anche altre figure professionali dell'ufficio fossero convinte dell'irregolarità della soluzione adottata dal
provveditore circa le modalità di gestione delle stesse automobili
avute a disposizione».
In particolare, uno dei collaboratori più stretti del provveditore
gli faceva notare che «non era possibile mettere benzina a spese
dell'ufficio su vetture non noleggiate attraverso il ministero e
l'indagato», osserva il gip, «opponeva il fatto che la vettura in
questione poteva ritenersi, di fatto, dell'ufficio, in quanto
fornita dall'impresa sulla base di un obbligo specificamente
inserito nel capitolato di appalto».
Tuttavia, dal tono delle risposte fornite rispetto agli
interrogativi sollevati,
Santariga insisteva nel
sostenere «la legittimità dell'utilizzo, da parte sua, della
tesserina fornita dall'ufficio per fare benzina, dal momento che
l'impresa non ottemperava all'obbligo assunto di fornirgli anche il
carburante». Sull'utilizzo di questa scheda carburante,
evidentemente nella disponibilità dell'ufficio come tale, e sulla
connessione con il mezzo messo a disposizione dall'impresa, sono in
corso specifiche attività di accertamento da parte degli
investigatori.
«MAI NEL CANTIERE». Quando i finanzieri hanno
convocato tutte le persone che, in qualche modo, avevano avuto a
che fare con il cantiere pescarese per la sede del comando Fiamme
gialle hanno avuto la riprova di un convincimento: quelle Lancia
Delta inserite anche in una clausola di contratto non sono state
mai viste nei luoghi previsti da quello stesso documento. Insomma,
sì alla tratta L'Aquila-Roma e viceversa e no a quella
L'Aquila-Pescara e ritorno.
I testimoni sentiti dagli investigatori hanno confermato che
l'utilizzo, da parte del Provveditorato, della macchina messa a
disposizione dalla ditta Prismo, è da considerarsi esclusivamente
privato. «Queste macchine», si legge nel verbale di una delle
testimonianze ritenute più qualificate, «non mi risulta che siano
state mai presentate nel cantiere di Pescara. Tali autovetture
avrebbero dovuto essere funzionali al cantiere e alla direzione dei
lavori». Tra l'altro, l'imprenditore
Bertoni ha
riferito che il responsabile unico del procedimento e il direttore
dei lavori gli avevano sollecitato la messa a disposizione delle
auto per il cantiere. Ma lui rispose candidamente: «Le ho fornite
all'ingegnere
Santariga».
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22 gennaio 2012
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