di Giampiero Giancarli
L'AQUILA. Nuovi sussulti dell'inchiesta sulla tentata maxitruffa con i fondi del sociale. Infatti sono state rese note le decisioni della Corte di Cassazione sui ricorsi che furono presentati dalla difesa dei due principali indagati nell'inchiesta,
Fabio Traversi e
Gianfranco Cavaliere, (entrambi finiti agli arresti domiciliari a settembre dell'anno scorso). I loro avvocati, infatti, avevano presentato istanza contro la decisione del tribunale del riesame che aveva a sua volta respinto le richieste di annullare le misure cautelari che erano state disposte dal gip. Misure, va detto, che sono state revocate tempo addietro dalla stessa magistratura aquilana non essendoci più i presupposti. La Cassazione ha ritenuti i ricorsi inammissibili e, dunque, nulla cambia al riguardo. Gli stessi giudici, infine, hanno ritenuto di rigettare pure il ricorso della procura della Repubblica in relazione al contestato uso di alcune intercettazioni che era stato vietato dallo stesso giudice su richiesta dei legali
Attilio Cecchini e
Angelo Colagrande. Si tratta di telefonate che, proveniendo da una altra inchiesta, non possono essere trasferite in questa. Comunque, da entrambe le parti, si conviene circa la relativa rilevanza di esse sul procedimento in corso. L'indagine, che è stata portata avanti dai carabinieri del Noe, ed è stata chiusa di recente dal pm, sta vivendo un momento molto importante in quanto i difensori degli accusati stanno preparando delle memorie per convincere la procura ad archiviare il caso o comunque a mit
igare la portata delle accuse in caso di richiesta di rinvio a giudizio. Va ricordato che oltre a Traversi e Cavaliere ci sono altre persone implicate nell'indagine. Ai tratta del sindaco di San Demetrio ne' Vestini
Silvano Cappelli, del barese residente a Roma
Nicola Ferrigni, 36 anni, presidente di Eurispes Abruzzo. Indagato, ma per rivelazione di segreti inerenti a un procedimento penale, il vescovo ausiliare
Giovanni D'Ercole. A suo carico non c'è più il reato di falso. Le posizioni più difficili sono quelle di Traversi e Cavaliere. Il pm contesta a
Traversi,
Cavaliere,
Cappelli e
Ferrigni i reati di concorso in tentata truffa aggravata e continuata «perché compivano atti idonei a procurare loro ingiusto profitto inducendo in errore, tramite artifizi e raggiri, il Dipartimento politiche per la famiglia e il commissario delegato per la ricostruzione» per ottenere 12 milioni di fondi per il sociale. Inoltre, Cappelli, Traversi e Cavaliere sono accusati di falso in concorso; Traversi e Cavaliere anche di millantato credito e tentata estorsione; il solo Traversi anche di peculato per l'uso improprio di utenze telefoniche di un ufficio pubblico.
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20 gennaio 2012
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