di Michela Corridore
L'AQUILA. «La città è allo stremo, è uno dei momenti più tragici che abbiamo vissuto. Ci prendono in giro e ci impediscono di ricostruire, oppressi come siamo dalla struttura commissariale. I cittadini devono tornare in piazza. Lo hanno fatto con Berlusconi, ora devono farlo con Monti. Si vogliono mettere le mani sull'Aquila, mentre il Governo è assente ed è peggio di quello guidato da Berlusconi». L'ordinanza sui centri storici, firmata mercoledì dal presidente del consiglio dei ministri, non va giù al primo cittadino,
Massimo Cialente, che torna ad attaccare anche il commissario alla Ricostruzione,
Gianni Chiodi, il suo vice,
Antonio Cicchetti e il coordinatore della struttura tecnica di missione (Stm),
Gaetano Fontana. Un intervento duro quello del sindaco che ha aperto il consiglio comunale e lontano dal tono rassicurante dei giorni prima di Natale, quando annunciava di essere soddisfatto dell'incontro col premier.
CAS. «Con la ricostruzione ferma e migliaia di persone ancora in assistenza, il Governo taglia le risorse. Si decurta il contributo di autonoma sistemazione con disposizioni anche retroattive» ha detto Cialente «sulla base delle quali si prevede che i cittadini debbano restituire in media mille e 400 euro. Si tagliano le spese dell'emergenza». «Uno schiaffo», secondo il sindaco, «proprio alla vigilia del passaggio delle competenze dalla Sge all'ente comunale».
CENTRI STORICI. Poi il pr
imo cittadino ha attaccato l'ordinanza sui centri storici, che
definisce «ennesimo atto piovuto sulle nostre teste». «L'ordinanza
contiene anche errori grossolani nell'individuazione delle
competenze e taglia i contributi sulle seconde case del centro
storico» ha continuato Cialente. «Chiodi e Fontana hanno sostenuto
per due anni che i Piani di ricostruzione servivano a ottenere le
risorse per poter ricostruire anche le seconde abitazioni. Con
questa ordinanza si stabilisce invece che il centro storico verrà
ricostruito con gli stessi parametri normativi ed economici della
periferia. Vale a dire che seconde case e attività commerciali
avranno contributi fino a 80mila euro. Sarebbe questo, per esempio,
il caso dell'hotel Sole in pieno centro storico. Tanto per far
capire come ci trattano dico solo che sul piano di ricostruzione di
Onna ci è stato rilevato che era incompleto perché mancava
l'indicazione sul senso di marcia dei camion che lavorano con le
ditte» spiega il sindaco. «E le abitazioni in categoria E della
periferia avevano bisogno anche queste di un piano di
ricostruzione? Perché 7mila e 500 pratiche sono ferme? La verità è
che ci prendono in giro».
GOVERNO. Poi l'affondo contro il
Governo e la struttura commissariale. «Questo Governo» ha
dichiarato il sindaco «si sta comportando peggio del precedente con
L'Aquila, mostrandosi repressivo, superficiale, assente».
CHIODI
E FONTANA. «La ricostruzione è ferma, l'ultima ordinanza ne
sancisce il blocco definitivo e la cosa ha due responsabili» dice
«Chiodi e Fontana, che con i loro costosissimi apparati non sono
stati capaci di far funzionare la filiera, con il conseguente
blocco di migliaia di pratiche. Al Governo chiederò che mandi via
la struttura commissariale per intero» dice il sindaco: «Chiodi,
Fontana, Cicchetti e tutti i loro apparati costosissimi e inutili».
Una battaglia contro quelle che Cialente definisce «le truppe di
occupazione» a cui chiama tutte le forze politiche cittadine,
«perché in momenti come questo bisogna essere uniti».
CENTRALE
DEL LATTE. Il consiglio comunale, dopo l'intervento del
sindaco, ha approvato, a seguito di un lungo dibattito, la
deliberazione riguardante la variante cartografica al Piano
regolatore generale per il cambio di destinazione urbanistica
proposta dal «Consorzio Produttori del latte della Conca Aquilana»,
che prevede di realizzare su una superficie di circa 124 mila metri
quadrati, un centro multifunzionale, nel rispetto della viabilità
esistente e in via di realizzazione.
SINISTRA CRITICA.
«L'Ordinanza 3996 della Presidenza del Consiglio dei Ministri del
17 gennaio rappresenta una pietra tombale sulla ricostruzione della
città». Lo afferma
Stefano Frezza portavoce di Sinistra
Critica. «Se i residenti nel centro storico dell'Aquila erano
pienamente consapevoli dei tempi necessari al loro ritorno a casa,
ora anche i residenti nei centri storici delle frazioni entrano a
far parte di quello che rappresenta un dramma».
DI STEFANO.
«Il Presidente della Provincia
Antonio Del Corvo interviene
polemico sulla ricostruzione e si scaglia contro il solo Comune». A
replicare è l'assessore alla ricostruzione,
Pietro Di
Stefano. Questi precisa che «il presidente ha avuto modo di
accertare la serietà del Comune nella vicenda dell'accordo di
programma dell'ex palazzo della Prefettura, di proprietà della
Provincia, conclusasi con la notifica unanime da parte del
consiglio comunale. Ora aspettiamo con un certo interesse che venga
celermente svolta la gara di appalto per il successivo inizio dei
lavori».
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20 gennaio 2012
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