di Giustino Parisse
L'AQUILA. Il sindaco Massimo Cialente aveva cercato di bloccarla. Ma il governo Monti quando sente aria di tagli e di risparmio sulla spesa pubblica non ammette ragioni. Due giorni fa l'ordinanza che, secondo il Comune, mette una croce sulla ricostruzione della città, è stata firmata dal presidente del Consiglio. Le proposte del primo cittadino e del suo assessore Pietro Di Stefano totalmente ignorate. Quella che burocraticamente viene chiamata una Opcm era attesa da tempo.
Doveva dare il via alla ricostruzione del centro storico dell'Aquila e di quelli delle frazioni. Per mesi i cittadini erano stati rassicurati sul fatto che le seconde case dentro i centri storici, previa presentazione dei piani di ricostruzione, sarebbero state finanziate in toto. Come pure sarebbe stato assicurato adeguato risarcimento alle strutture in cui prima del sisma erano ospitate attività produttive. E invece nulla di tutto questo. Per le seconde case è garantita (salvo ulteriori e non improbabili tagli) la ricostruzione della struttura base, il resto dovrà pagarselo il proprietario. Per le attività produttive neanche un euro in più.
Ieri in Comune c'era chi portava ad esempio lo storico hotel Sole, in pieno centro storico, che dovrebbe essere rifatto con 80.000 euro. Una cifra che non basta nemmeno per porte e finestre. Il senso dell'ordinanza è tutto lì: tagli, tagli e tagli. A questo punto non solo la ricostruzione è ferma ma c'è una certezza: L'Aquila rinascerà a pezzi e chissà fra quanti decenni la si potrà rivedere com'era il 5 aprile del 2009. Il resto dell'Opcm è il
solito intruglio linguistico buono per gli azzeccagarbugli del XXI secolo che hanno sempre la stessa funzione: confondere i cittadini che, meno capiscono, e più stanno buoni. Per gli edifici vincolati verranno dati soldi in più ma in relazione al reddito del proprietario.
Gli importi stabiliti previsti dalle ordinanze 3779 e 3790 sono raddoppiati «per gli interessati al contributo che intendono ottenere il finanziamento agevolato» (il contributo, sia chiaro, resta sempre quello, viene rafforzato semplicemente uno dei canali per ottenerlo). Agli interventi di riparazione o ricostruzione delle parti comuni e strutturali di edifici o di aggregati edilizi in cui la proprietà pubblica è maggioritaria «provvede il Commissario delegato avvalendosi del competente Provveditorato alle opere pubbliche o dei soggetti pubblici proprietari, su richiesta del Consorzio».
DEL CORVO. Il presidente della Provincia Antonio Del Corvo in una nota riconosce che la ricostruzione è ferma e ne attribuisce la colpa al Comune che «non ha presentato i piani».
FINTECNA. Carlo Costantini (Idv) replica a Chiodi sui costi «stratosferici» del personale Fintecna. «Il fatto che la convenzione» dice Costantini «originariamente stipulata da Bertolaso, preveda un corrispettivo a corpo e non il pagamento dei compensi ai singoli lavoratori non modifica il senso della mia denuncia. Fintecna è pagata con i fondi destinati al terremoto e se questi fondi vengono sprecati, la questione non puo' non interessare anche Chiodi».
19 gennaio 2012
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