Appalti e criminalità, vertice in prefettura

Sono finora 19 le imprese interdette ad operare nel cratere

       L'AQUILA. Presieduta dal prefetto dell'Aquila Giovanna Maria Iurato si è riunita ieri la Conferenza regionale delle autorità di pubblica sicurezza che ha visto la partecipazione dei prefetti di Chieti, Pescara e Teramo, dei procuratori dei quattro capoluoghi abruzzesi e dei responsabili di livello regionale e provinciale delle forze di polizia.  Nel corso del vertice, è stato fatto il punto sull'andamento della criminalità in Abruzzo e sono stati, in particolare, analizzati i fenomeni criminosi più ricorrenti in ciascun territorio. La disamina, secondo quanto riferito dalla prefettura dell'Aquila, si è rivelata particolarmente utile per elaborare, nell'ambito delle strategie generali fissate dal ministro dell'Interno, linee d'azione condivise per contrastare le manifestazioni delinquenziali che presentano oggi tratti di maggiore pericolosità sociale.  Una parte importante della discussione è stata dedicata al tema del contrasto ai tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata soprattutto negli appalti, pubblici e privati, legati alla ricostruzione "post sisma".  Sono stati analizzati in questo campo, i dati complessivi dell'attività svolta che, sul piano della prevenzione, ha portato a sviluppare un'assidua azione di controllo anche nei cantieri dove si svolgono i lavori commissionati dai proprietari per la ristrutturazione degli edifici lesionati. Nel corso del 2011, infatti, sono state eseguite 44 ispezioni nei 57 comuni del "cratere", tutte su richiesta dei pre
    fetti dell'Aquila, Pescara e Teramo.  Sono state, altresì, valutate le risultanze complessive dell'azione di monitoraggio sugli appalti pubblici svolta dai gruppi interforze, con l'ausilio del Gicer che, a partire dal 2009, ha consentito alla "rete delle prefetture" di emettere 19 ordinanze interdittive nei confronti di altrettante imprese e di segnalare alle stazioni appaltanti altri 77 casi meritevoli di particolare attenzione.  Sono stati, inoltre, analizzati i risultati conseguiti dall'azione repressiva negli ultimi dodici mesi, che hanno visto la procura della Repubblica dell'Aquila richiedere ed ottenere l'adozione di misure di prevenzione patrimoniali "antimafia" nei confronti di diversi soggetti e, più recentemente, sviluppare un'importante iniziativa di indagine che ha permesso di disarticolare un tentativo di ingerenza della criminalità calabrese nei lavori della ricostruzione.  Tutti d'accordo, infine, sulla necessità di mantenere «alta la guardia», proseguendo nell'azione svolta, secondo un metodo messo gradualmente a punto, che valorizza la stretta sinergia tra le attività di competenza delle autorità di pubblica sicurezza e dell'autorità giudiziaria, in un clima di proficua collaborazione.

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    19 gennaio 2012
     

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