L'AQUILA. «Un'ordinanza che presenta molti punti oscuri e che va assolutamente modificata». Questo il giudizio del sindaco
Massimo Cialente sul provvedimento - firmato dal vice commissario per la ricostruzione
Antonio Cicchetti - che taglia il contributo per l'autonoma sistemazione e che sancisce la perdita del diritto a qualsiasi forma di assistenza per chi rinuncia a trasferirsi in un map, in un alloggio del progetto Case o del fondo immobiliare. «Non siamo stati neppure lontanamente consultati» aggiunge Cialente, irritato anche dal fatto che l'ordinanza è arrivata proprio nel giorno del passaggio al Comune della gestione dell'assistenza alla popolazione. «Tanto è vero» spiega «che il documento non contiene nessuna delle proposte sulle quali stavamo lavorando, mentre viene cancellato con un colpo di spugna anche il diritto dei cittadini delle frazioni a restare nel loro luogo di residenza. Queste cose andavano risolte tenendo conto di alcuni aspetti importanti. Qui si parla di persone e non di oggetti e non comprendiamo davvero le ragioni che hanno spinto Cicchetti e la struttura commissariale a non affrontare con noi il problema di come poter ridurre i costi dell'assistenza riuscendo a contenere i danni. Voglio ricordare a Chiodi e all'intera struttura per la gestione dell'emergenza, che il problema delle migliaia di persone in autonoma sistemazione è riconducibile al fatto che non c'erano alloggi per tutti. È stato speso un miliardo, ma le case non sono bastate
per tutti gli sfollati che al censimento ne avevano fatto richiesta: all'appello sono mancati 1.700 alloggi. E allora una cosa deve essere chiara: il contributo è stato dato per ovviare a quel deficit e la successiva maggiorazione ha consentito a molti nostri concittadini di poter trovare case in fitto. A quasi tre anni dal sisma» aggiunge il sindaco «un giro di vite ci può stare, ma va studiato il sistema per affrontare la situazione nel modo più indolore possibile, evitando i tagli indiscriminati e la retroattività delle misure adottate. Ci sono famiglie e single che a fatica sono riusciti a trovare una casa in fitto e che hanno dovuto stipulare contratti a lunga scadenza. A queste persone non si può dire solamente ora che perderanno il contributo per aver rifiutato - magari uno o due mesi fa - di trasferirsi in una delle 19 new town». Il sindaco si dice pronto a presentare un pacchetto di proposte a Cicchetti. «Bisognerà vedere anche, in riferimento all'autonoma sistemazione, se una direttiva del vice commissario può cancellare quanto sancito da un'ordinanza della Presidenza del Consiglio dei ministri. Noi comunque stiamo valutando anche la possibilità di un ricorso al Tar. Certo è che i rapporti con la struttura commissariale sono ormai da tempo insostenibili». Intanto, sono stati convertiti in assegni circolari i contributi di autonoma sistemazione non riscossi dagli interessati nel 2011. Ora, per ritirare tali assegni sarà necessario recarsi nella sede della Carispaq, al centro direzionale Strinella 88. (m.m.)
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18 gennaio 2012
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