di Enrico Nardecchia
L'AQUILA. Il pm è pronto a chiedere il processo per il vescovo ausiliare dell'Aquila monsignor Giovanni D'Ercole. La procura dell'Aquila ha chiuso l'inchiesta riguardante la tentata truffa aggravata ai danni dello Stato per i fondi destinati alle attività sociali. L'accusa per il vescovo ausiliare resta quella di rivelazione di segreti inerenti a un procedimento penale mentre non figura, nell'avviso di conclusione delle indagini preliminari in corso di notifica in queste ore, l'altro capo d'imputazione, relativo alle false informazioni al pubblico ministero. Il pm vuole il processo anche per gli altri indagati Fabrizio Traversi, Gianfranco Cavaliere, Silvano Cappelli e Nicola Ferrigni. Esce di scena, invece, l'ex assessore regionale e provinciale Mahmoud Srour detto Mimmo, per il quale si va verso la richiesta di archiviazione.
In particolare, a D'Ercole il pm titolare dell'inchiesta ha contestato l'aver divulgato all'indagato Traversi l'esistenza dell'inchiesta, peraltro coperta da segreto istruttorio nell'ambito della quale il presule era stato ascoltato quale persona informata dei fatti; Traversi, Cavaliere, Cappelli e Ferrigno sono accusati di falso "poiché Traversi e Cavaliere per avere un ingiusto profitto avrebbero tratto in errore tramite raggiri, la Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per le politiche della famiglia ed il Commissario delegato per la ricostruzione al fine di ottenere inizialmente la somma di 12 milioni di euro, in seguito ridotto a cifre minori ma comunque dell'ordine di milioni di euro relativi ai fondi per il sociale".
"In particolare", si evince nell'atto della chiusura delle indagini
preliminari, "promuovevano la costituzione di una Fondazione
denominata Abruzzo solidarietà e sviluppo Onlus e ulteriori altre
associazioni e fondazioni, raggirando innumerevoli soggetti privati
ed istituzionali mediante mendaci informazioni circa le finalità
della Fondazione stessa. Con il concorso di Cappelli, sindaco di
San Demetrio nei Vestini, quale 'capofila' di altri sindaci
dell'area del cratere e soggetto proponente il progetto denominato
L'Aquila Città Territorio depositato in data 6 agosto 2010 presso
la struttura commissariale e la Presidenza del Consiglio dei
ministri e di Nicola Ferrigni, Presidente di Eurispes Abruzzo, non
riuscendo nell'intento", scrive il pm, "per ragioni estranee alla
loro volontà".
Cappelli, Traversi e Cavaliere rispondono anche del reato di falso
ideologico, poiché "in concorso tra loro ed approfittando della
qualifica del sindaco Cappelli, attestavano falsamente partenariati
istituzionali e professionali nel progetto denominato L'Aquila
Città Territori. Il pm titolare dell'inchiesta, Antonietta Picardi
contesta sempre a Traversi e Cavaliere il reato di millantato
credito, poiché "in concorso tra loro, millantando credito presso
il ministero dell'Economia e Finanze, nella persona del ministro
Giulio Tremonti e presso la Presidenza del consiglio dei ministri,
Direzione affari generali nella persona del Sottosegretario
Raffaele Fitto, nonché nei confronti del Sottosegretario alla
presidenza del consiglio, Gianni Letta, ed in particolare il
Traversi affermando di essere stato incaricato di fare da tramite
Letta e Tremonti nei confronti del Commissario per la ricostruzione
Gianni Chiodi, nonché di disporre di un "gruppo amicale con il
quale sta seguendo" la Fondazione al fine di far pervenire sul
territorio del cratere fondi per un importo dichiarato di 4
miliardi di euro. Ottenevano così da monsignor D'Ercole per conto
della Curia aquilana e dall'assessore provinciale Srour per la
Provincia dell'Aquila, l'utilità consistita nella adesione dei
sopra citati enti alla Fondazione Abruzzo Solidarietà e Sviluppo,
società che doveva essere Onlus, ma che per Traversi e Cavaliere
aveva fine di lucro".
Traversi e cavaliere sono accusati anche di estorsione nei riguardi
dell'imprenditore aquilano Angelo Taffo, presidente di
Confartigianato Abruzzo, che se non avesse versato del denaro al
Traversi, avrebbe avuto dagli stessi indagati ripercussioni
all'interno dello stesso Ente camerale, screditando l'imprenditore
presso figure istituzionali. Infine a Traversi viene contestato il
peculato, di avere fatto utilizzare quale direttore del Sistema
Qualità Montagna dell'Eim il proprio cellulare di servizio a
Cavaliere.
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16 gennaio 2012
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