Pagamenti da effettuare a fine mese, non ci sono i codici per restituire gli arretrati
di Enrico Nardecchia
L'AQUILA. Primi adempimenti entro il 16 gennaio, primi pagamenti a fine mese. Ma i famigerati modelli F24 vengono rispediti indietro. Mancano persino i codici per la restituzione. Avvio disastroso delle procedure per la restituzione delle tasse arretrate.
INDIETRO TUTTA. Spuntano altre situazioni a dir poco paradossali nel confuso contesto nel quale sta cercando di decollare il meccanismo della ripresa dei pagamenti dei tributi sospesi nel periodo aprile 2009-giugno 2010. Una restituzione che avverrà in 120 rate (10 anni) al 40 per cento del dovuto, quindi con una decurtazione pari al 60 per cento del totale. Mentre pensionati e lavoratori dipendenti attendono di conoscere le modalità per potersi organizzare coi pagamenti, le prime grane sono per le imprese. All'Agenzia delle entrate non sono ancora disponibili i codici da assegnare a ciascun tributo per la restituzione. Le ditte che hanno dipendenti devono inviare all'Inps entro il 16 gennaio i moduli per effettuare le trattenute in conto restituzione. Una scadenza tassativa. Tuttavia c'è qualcosa che non va, se è vero che i moduli F24 vengono rispediti indietro. Da un lato, infatti, l'Inps chiede di indicare il periodo di riferimento del tributo restituito, mentre le banche, a quanto sembra, non accettano questo tipo di procedura. A quel punto si deve ricominciare daccapo.
NIENTE REGOLE. La mancanza di riferimenti certi per operare la restituzione disorienta i contribuenti ma mette in difficoltà gli stessi professionisti del settore. Pe
r questo motivo i rappresentanti della consulta delle professioni
contabili, nelle more dell'emanazione del provvedimento
chiarificatore prevista per il 15 gennaio, attendono di incontrare
i dirigenti dell'Agenzia delle entrate per esporre i casi più
complicati. A questo punto, è a forte rischio la scadenza della
prima rata prevista per fine mese. Da risolvere anche il problema
del rilascio del Durc (documento unico di regolarità contributiva)
subordinato al pagamento della cartella esattoriale. Cosa che
impedisce a un'azienda di lavorare. Il che, per il settore edile,
significa paralizzare anche la ricostruzione. I professionisti
restano in attesa anche della predisposizione informatica delle
procedure tra Agenzia delle entrate e Inps mediante l'inserimento
nel sistema telematico.
A FEBBRAIO. I centri di assistenza fiscale sono
alle prese, in questi giorni, con un superlavoro. Le file, che
vedono protagonisti soprattutto i pensionati, sono talmente lunghe
che in certi casi si procede per appuntamento. E molti dei
contribuenti si sono sentiti rispondere di ripassare a febbraio. E
questo nonostante la prima scadenza sia quella di fine mese, per la
prima delle 120 rate da pagare. Delle due l'una. O i contribuenti
si arrangiano col fai-da-te, calcolando da soli l'ammontare dei
tributi arretrati da restituire, oppure la scadenza della prima
rata è puramente virtuale. Ma quali sono le sanzioni per chi non
paga entro fine mese? Anche su questo non c'è unanimità di vedute,
visto che manca una posizione chiara su eventuali sanzioni che
potrebbero essere applicate agli inadempienti. Insomma, tutto è
rinviato all'uscita del vademecum, una sorta di libro mastro nel
quale l'Agenzia delle entrate dovrebbe annotare tutte le
indicazioni, compresa una casistica delle principali situazioni da
sbrogliare.
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12 gennaio 2012
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