Bertolaso atteso in aula al processo Grandi rischi

    di Enrico Nardecchia  L'AQUILA. Bertolaso-sì, Bertolaso no. Ruota attorno al dilemma sulla presenza o meno dell'ex capo della Protezione civile come testimone davanti al giudice Marco Billi la prima di due giornate di udienza del processo contro i sette componenti della Commissione grandi rischi. Dopo la pausa delle festività natalizie, riparte il principale tra i procedimenti che si stanno celebrando negli uffici provvisori del tribunale di Bazzano. Dove stamani potrebbe comparire un personaggio che divide la città in due fazioni. Guido Bertolaso potrebbe essere oggetto di contestazioni da parte di alcuni comitati cittadini visto che, nei giorni scorsi, una nota del comitato 3e32 ha invitato «tutta la città a dare il "bentornato" a Guido Bertolaso». Accoglienza a parte, sulla sua presenza stamani in aula non vi sono certezze.  I DUBBI. Del resto, il procedimento che riprende stamani il suo corso prevede una lunga lista di testimoni che devono essere ascoltati. Tra oggi e domani, infatti, sono indicati oltre 20 testimoni. Tra i quali anche alcuni personaggi eccellenti quali appunto Bertolaso, oltre al rettore dell'Università dell'Aquila Ferdinando di Orio e a numerosi docenti e professionisti. Il che lascia presupporre l'eventualità di qualche possibile defezione dell'ultimo momento. Si tratta di testimonianze molto attese anche per arrivare a definire un quadro che appare piuttosto complesso. Nella lista dei testimoni figura anche Warner Marzocchi del dipartimento di Bologna dell'Ist
    ituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Nelle udienze successive sarà chiamato a rispondere alle domande anche il tecnico che studia il radon Giampaolo Giuliani, già presente altre volte nel corso delle udienze del procedimento.  DA DOVE SI RIPARTE. L'ultima udienza del 2011 era stata caratterizzata dalla testimonianza del sindaco dell'Aquila Massimo Cialente le cui dichiarazioni avevano scatenato polemiche furibonde durate diversi giorni. Tutto era scaturito dall'affermazione del primo cittadino secondo la quale da quella riunione non uscì rassicurato. «Da quella riunione non uscii rassicurato, tutt'altro», aveva detto Cialente, criticato perché, di fatto, con queste parole avrebbe dato una mano alle tesi difensive e non a quelle dell'accusa.  I SETTE IMPUTATI. Il processo vede sul banco degli imputati, per i reati di omicidio colposo, lesioni personali colpose e cooperazione nel delitto colposo, i sette componenti della Commissione grandi rischi che una settimana prima del terremoto si riunì all'Aquila. Si tratta di Franco Barberi, presidente vicario della Commissione grandi rischi, Bernardo De Bernardinis, aquilano di Ofena, già vice capo del settore tecnico del dipartimento di Protezione civile nazionale, Enzo Boschi, all'epoca dei fatti presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto Case, Claudio Eva, ordinario di fisica all'Università di Genova e Mauro Dolce, direttore dell'ufficio rischio sismico della Protezione civile nazionale.

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    12 gennaio 2012
     

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