Sulmona, differenziata ferma al 20%

Lontano l'obiettivo imposto dalla Regione, va meglio nei 25 Comuni soci del Cogesa

    di Federica Pantano  SULMONA. La raccolta differenziata in città è ferma al 20%. Il servizio, in verità, non decolla nemmeno negli altri paesi del Centro Abruzzo. Nonostante gli sforzi del Cogesa (la società sulmonese che gestisce i rifiuti), i Comuni faticano a mettersi in pari con la percentuale minima stabilita dalla Regione. Calcolando l'obiettivo del 65 per cento - previsto per quest'anno - si salvano solo 12 sui 25 soci del Consorzio rifiuti. La maglia nera spetta ad Introdacqua col suo 1,27%, la medaglia del «riciclone» a Castel Di Ieri col 76%. Nel frattempo sono diminuite del 10% le tonnellate di rifiuti conferite in discarica. Il dato, però, delle 16mila tonnellate di immondizia gettate nel 2010 (18mila nel 2009) conferma il rifiuto un valido indicatore economico delle realtà locali, in cui il calo generalizzato della produzione, non fa che confermare la recessione.  Al di là della crisi, il Cogesa nei prossimi mesi andrà incontro a quei Comuni che stentano a passare al porta a porta (fatta dai cittadini con appositi contenitori o mastelli) col servizio ponte. È una sorta di via di mezzo fra la raccolta stradale (fatta coi comuni cassonetti in strada) e quella domiciliare: ogni famiglia riceve il suo mastello per i rifiuti organici e il suo sacchetto rintracciabile per quelli residui (indifferenziati), che saranno ritirati porta a porta. Il resto (carta, vetro, plastica e lattine) dovrà essere buttato nei cassonetti in strada, che aumenteranno.  L'avvio della differenziata pura res
    ta per i Comuni una spesa. Si devono calcolare per ogni utenza 30 euro per il porta a porta e 10 per il ponte. Ogni tonnellata di rifiuti che finisce in discarica per lo smaltimento costa 124 euro. Lo sa bene il Comune di Sulmona, dove non parte il porta a porta.  Solo col servizio stradale, gestito dall'ufficio comunale rifiuti, infatti, la città si ferma al 20% di differenziata nel 2010 (18 nel 2009). Dato ben al di sotto della sufficienza che ha spinto l'assessore ai Servizi Mauro Tirabassi a correre ai ripari con i bandi di affidamento del servizio che dovrebbero andare a gara entro la primavera. Differenziare i rifiuti è diventato un vero e proprio business, che prevede un triplo vantaggio: rispetto dell'ambiente, risparmio sui costi che i Comuni devono affrontare per lo smaltimento e spinta occupazionale. A confermarlo lo stato di salute del Cogesa.  «Oltre alla stabilizzazione dei 25 contratti a tempo determinato, che si aggiungono ai 36 assunti», spiega Giuseppe Quaglia, presidente del Cogesa Spa, «è probabile l'arrivo di nuovo personale viste le richieste di estensione del servizio in almeno altri dieci Comuni, fra cui quelli dell'Alto Sangro». Al momento l'impianto di smaltimento del pattume (unico di questo genere nella provincia) tratta in un solo turno giornaliero da 8 addetti circa 4mila tonnellate annue (rispetto ad una capienza complessiva di 20mila), su un'area di 23mila metri quadrati a Noce Mattei.

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    11 gennaio 2012
     

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