Grandi Rischi, Bertolaso tra i testimoni

Sarà in aula dopodomani. I comitati: gli daremo il «bentornato»

       L'AQUILA. I comitati stanno preparando un'«accoglienza» all'ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso il quale, come da noi anticipato nei giorni scorsi, il 12 gennaio sarà in tribunale come testimone al processo contro i sette componenti della commissione Grandi Rischi.  Lo si apprende tramite un comunicato del Comitato 3.32 nel quale si parla del anche del processo ai giovani accusati di avere occupato le Casematte di Collemaggio.  «Invitiamo tutta la città» si legge nella parte finale del comunicato «a dare il "bentornato" a Guido Bertolaso, all'udienza per il processo sulla commissione Grandi Rischi il 12 gennaio». Infatti dopo la pausa natalizia, ripartono da oggi i processi e udienze sui crolli e altre vicende connesse al terremoto del 6 aprile 2009. Tra questi quello sulla commissione Grandi Rischi con l'audizione di altri testimoni dell'accusa. Le prossime udienze sono ravvicinate. Si terranno il 12 e il 13 gennaio. E proprio il 12 gennaio sono previste, tre le altre, le testimonianze dell'ex capo del dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, e di Warner Marzocchi, dirigente di ricerca dell'Ingv. Due testimonianze importanti, se non decisive, sull'andamento del processo penale. Previsto a breve anche l'interrogatorio di Giampaolo Giuliani il tecnico che studia il radon, il cui nome è risuonato più volte durante il processo contro i sette membri della commissione Grandi Rischi dell'epoca accusati di avere rassicurato la popolazione sulla
    possibilità di un forte terremoto che poi, purtroppo, ci fu. Gli imputati di omicidio colposo, lesioni personali colpose e cooperazione nel delitto colposo, sono Franco Barberi, Bernardo De Bernardinis, Enzo Boschi, Giulio Selvaggi, Gian Michele Calvi, Claudio Eva e Mauro Dolce.  Tornando al comunicato del comitato 3.32, in esso di manifesta la solidarietà ai giovani accusati di avere occupato le casematte. Si tratta, va detto, di un reato contravvenzionale, ma il fatto ha irritato non poco i Comitati. «Il 10 aprile», dicono, «saremo in tribunale per il processo sull'occupazione di Casematte, ossia di un piccolo spazio all'interno dell'ex ospedale di Collemaggio, abbandonato per anni e ora punto di riferimento. Uno spazio riqualificato solo con le nostre forze e senza finanziamenti pubblici, per rispondere a bisogni reali di carattere sociale, abitativo e politico, che le istituzioni non riescono a garantire. Uno spazio nel quale, per più di due anni, sono stati organizzati centinaia di concerti, assemblee e dibattiti all'interno del quali sono intervenuti anche esponenti dell'amministrazione comunale e dell'opposizione, alcuni dei quali ora si guardano bene dal prendere posizione. Tutto ha inizio vale la pena ricordarlo nel settembre 2009, momento in cui questi bisogni erano ancora più vitali di oggi. Una fase sulla quale questo processo deve far luce, ponendo una lente di ingrandimento sulle responsabilità della sospensione dei diritti democratici, ovvero sul prolungamento dopo il terremoto dello stato d'eccezione e sul fallimento della gestione dell'emergenza». «Non ci lasceremo intimidire dalle denunce» conclude la nota del comitato «e dai loro mandanti politici. Noi non ce ne andremo». (g.g.)
    10 gennaio 2012
     

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