Caro-bollette, contadini in rivolta

Polemiche per gli aumenti del Consorzio: «Vanno tagliati gli sprechi»

    di Federico Cifani  PRATOLA. «Ancora una volta la Valle Peligna è penalizzata». Ad affermalo il sindaco Antonio De Crescentiis in riferimento agli aumenti dei canoni consortili deliberati dal Consorzio di bonifica del bacino interno Aterno e Sagittario diretto da Virgilio Lerza. «Regione e provincia devono farsi carico degli annosi problemi di bilancio del Consorzio, prima che questo scarichi sulla pelle degli agricoltori locali, il peso dei debiti accumulati negli anni».  L'aumento deliberato a fine anno dal Consorzio, riguarda il 50% delle quote pregresse, mentre per il futuro, il canone consortile potrebbe registrare un più 80%.  «Questi aumenti», spiega il direttore di Confagricoltura provinciale, Stefano Fabrizi, «sono inopportuni e non giustificati. Infatti sul settore pesano le tasse della nuova finanziaria con l'Imu che adesso deve essere pagata anche sui fabbricati agricoli, mentre il Consorzio, è fermo e la sua gestione, andrebbe comunque rivista».  Un'operazione di rifondazione che potrebbe contribuire a far uscire il Consorzio dalla crisi prima che si riversi sui consorziati. «I problemi del Consorzio nascono da anni di commissariamento», dice il capogruppo dell'opposizione alla Provincia, Enio Mastrangioli (Pd), «credo sia necessario riaprire un tavolo di concertazione insieme a tutte le maestranze di riferimento per dare una nuova vita al Consorzio, mentre di pari passo, si deve procedere alla eliminazione degli sprechi inutili». &nbsp
    ;Il riferimento è anche all'annosa questione del mancato avvio della centrale elettrica di Raiano. Un'opera realizzata dal Consorzio diversi anni fa e che a tutt'oggi non viene ancora attivata. Inoltre, tra le storture burocratiche, è arrivato anche il divieto regionale al prelievo dell'acqua, per utilizzi diversi da quelli dell'irrigazione, su quel tratto di fiume Aterno. Un colpo per il Consorzio che con la gestione della centrale, avrebbe potuto ricavare circa 300 mila euro annui, ma così non è, e i debiti dell'ente di bonifica, continuano ad aumentare superando pare il milione di euro. Un buco che ora rischia di riversarsi sulle spalle dei contribuenti. «Per sopperire a queste necessità», spiega il consigliere Fiorenzo Schiavitti, «abbiamo calcolato che l'aumento arrivi complessivamente al 103% della quota. Questo ci ha spinti a votare contro la delibera, mentre non escludiamo di dimetterci se la stessa dovesse tradursi in un vero e proprio rincaro».  Dimissioni che aprirebbero la strada al commissariamento dell'Ente.  Intanto, tra gli agricoltori del territorio cresce la preoccupazione per l'aumento della quota consortile. «Ci batteremo contro questo aumento», afferma Dino Rossi, presidente del Cospa, «non possiamo pagare per errori altrui. Il nostro è un settore trainante aggredito dalla crisi e che non può assorbirsi anche le cattive gestioni, basti pensare che per pagare un litro di gasolio ne dobbiamo produrre tre di latte».

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    7 gennaio 2012
     

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