di Romana Scopano
L'AQUILA. «Purtroppo il terremoto dell'Aquila è una tragedia dimenticata». Il sindaco
Massimo Cialente scrive ancora, per descrivere una «situazione catastrofica» e per annunciare che gli uffici comunali non sono più in grado di gestire le attività del dopo-sisma. Una nuova lettera, inviata stavolta alla massima carica dello Stato, il presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano, e anche al premier
Mario Monti e ad altri rappresentanti istituzionali, compresi il capo della Protezione civile
Franco Gabrielli e il prefetto
Giovanna Maria Rita Iurato. All'appello di Cialente fanno eco il commissario
Gianni Chiodi, il vicepresidente del consiglio regionale
Giorgio De Matteis, l'assessore
Stefania Pezzopane, il presidente di Abruzzo Engineering
Francesco Carli. Da Roma interviene anche il segretario generale della Cgil
Susanna Camusso. E si unisce, in rappresentanza dei lavoratori precari dell'ente, il segretario della Uil-Fpl
Fabio Frullo. A far scatenare la levata di scudi è la mancata copertura, finora, dei fondi necessari per rinnovare i contratti in scadenza il 31 dicembre dei dipendenti assunti dopo il sisma. Personale diventato indispensabile, per mandare avanti la fase dell'assistenza alla popolazione e della ricostruzione. Da stamani i precari del Comune (103 assunti a tempo determinato e 41 co.co.co) inizieranno un presidio permanente davanti alla sede di Villa Gioia. E la maggior parte degli uffici resterà chiusa, anche
perché oggi scadono i contratti dei 90 dipendenti di Abruzzo
Engineering, anch'essi impiegati nelle stesse mansioni. «Chiedo
scusa agli aquilani», ha affermato il sindaco Cialente, «ma sono
costretto a sospendere tutte le attività dell'area sisma. Non siamo
attrezzati per i miracoli». Cialente parla di miracoli perché le
risorse destinate all'emergenza per il 2012, sotto la scure del
ministro
Tremonti, sono passate da 350 milioni di euro a
soli 30 milioni.
LA LETTERA. «È prevedibilmente impensabile
che la situazione attuale possa essere adeguatamente fronteggiata
con questa cifra estremamente insufficiente», scrive Cialente,
«soprattutto considerando che il governo ha riconfermato,
giustamente, lo stato di emergenza per tutto il 2012. Solo per il
contributo di autonoma sistemazione è prevista una spesa ben
superiore ai 30 milioni di euro annui e, per il terzo Natale
consecutivo, abbiamo ancora sfollati negli alberghi o in case con
fitti concordati pagati dallo Stato. Ricordo che le responsabilità
del perdurare di questa emergenza sono da addebitare a tutta una
serie di errori, sottovalutazioni e a un atteggiamento di
fastidiosa sufficienza che il governo centrale e la stessa
struttura commissariale hanno mostrato, soprattutto in questo anno,
nell'affrontare il post sisma. È necessario stanziare almeno
inizialmente altri 50 milioni di euro e nel contempo programmare
una serie di incontri, veri tavoli di lavoro, per risolvere la
situazione di stallo, causa di sofferenza per i cittadini e spreco
di risorse, al fine di programmare le reali esigenze finanziarie da
fissare per il 2012. Se ciò non dovesse avvenire in tempi
brevissimi», conclude, «ritengo che sarebbe per me impossibile
adempiere agli obblighi assegnatimi dalle leggi, dal decreto 39, da
tutte le ordinanze relative al terremoto Abruzzo, i decreti e le
circolari commissariali».
LE REAZIONI. Al premier
Monti ha scritto anche il commissario Chiodi. «Ma non c'è più il
governo precedente, tanto vituperato, ma che dava risposte quasi ad
horas. Anch'io», sottolinea Chiodi, «sono molto preoccupato,
speriamo che l'attuale governo batta un colpo. Prima risolvevamo e
siamo sempre riusciti a risolvere i problemi, nonostante gli
allarmi. Oggi abbiamo una difficoltà oggettiva: in questo momento
non riusciamo ad avere un colloquio. Ho scritto una lettera a
Monti, ho affidato la stessa al sottosegretario
Catricalà,
ho informato anche
Gianni Letta della questione. Stiamo
aspettando la possibilità di un incontro». Di «totale
disattenzione» da parte del nuovo governo parla
De Matteis:
«Avevo sollevato l'allarme immediatamente dopo l'insediamento del
governo Monti, segnalando il rischio che il problema dell'Aquila
entrasse in un cono d'ombra. Evidentemente sono stato facile
profeta, perché il governo dei professori sta dimostrando una
totale e inaccettabile disattenzione nei confronti di una di quelle
che dovrebbe essere priorità del Paese, la ricostruzione
dell'Aquila. Se nei prossimi giorni non arriveranno risposte
adeguate, Chiodi rimetta pure il mandato, così come deve fare il
sindaco». Sul problema dei precari, categorico il commento della
Pezzopane: «Assurdo che mentre aumentano le spese per i
consulenti di Regione e struttura commissariale non ci siano
risorse per professionalità che sono diventate indispensabili».
CAMUSSO. La vicenda ha richiamato l'attenzione anche del
numero uno della Cgil: «Se vi sono ritardi», dice la leader del
sindacato
Susanna Camusso, «non è accettabile che questi si
scarichino sulle spalle dei cittadini aquilani. Invito pertanto il
governo a riconfermare anche per il 2012 una quantità di risorse
adeguata a gestire le conseguenze del terremoto». Analogo allarme,
24 ore prima, era stato lanciato dal segretario generale della Cgil
L'Aquila
Umberto Trasatti. La Uil annuncia la mobilitazione
dei precari: «Scriveremo anche noi al presidente Napolitano»,
afferma il segretario
Fabio Frullo, «e domani, con
l'adesione dei consigli comunale e provinciale, manifesteremo
davanti alla sede della Regione». Il presidente di Abruzzo
Engineering
Francesco Carli sarà invece costretto a mettere
in cassa integrazione i 102 dipendenti che operano tra Comune e
Provincia: «Tale decisione», precisa Carli, «si sovrapporrà a
quella analoga riguardante, già da tempo, altri 65 dipendenti».
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22 dicembre 2011
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