di Romana Scopano
L'AQUILA. Lo ha invitato a venire in città, per vedere di persona cosa è L'Aquila oggi e come l'emergenza sia ancora dilagante. Ma se il sindaco Massimo Cialente potesse scambiare subito due parole con il nuovo premier Mario Monti, faccia a faccia, avrebbe tre cose da chiedere su ogni cosa. A suo dire sono tre le priorità: lavoro, ricostruzione, cultura. «Poi, nell'arco di due o tre anni, possiamo anche cavarcela da soli», dice il primo cittadino. Attenzione e risorse per tre settori, almeno fino al 2015. E dopo questa data, servirebbe la famosa tassa di scopo, finora ignorata.
«La rinascita economica del cratere sismico non è pensabile», afferma il sindaco, «senza prevedere interventi a favore dell'occupazione. Che ci sia la zona franca o un altro tipo di agevolazioni alle imprese, come il de minimis, vanno comunque subito sbloccati i fondi per il rilancio produttivo. Il commissario Gianni Chiodi ha stanziato 1 miliardo: a noi ora servono 250 milioni. Bisogna aiutare gli investimenti sul territorio: ad esempio, per completare il progetto del nuovo complesso industriale di Thales Alenia Space e Selex. Ho concordato con il governo un emendamento, che dovrebbe essere inserito nel decreto milleproroghe all'inizio del 2012, per poter utilizzare questo denaro. Sempre nell'ambito del lavoro, bisogna finanziare le infrastrutture a servizio del turismo. Penso in particolare al Gran Sasso d'Italia, ma anche alle altre ricchezze del comprensorio».
Per sbloccare la situazione di impasse della ricostruzione pesante Cialente chiede a Monti «15 giorni di lavoro ser
io, per definire linee certe che facciano finalmente partire i cantieri». Dal 2015 in poi, secondo il sindaco, ci dovrebbe essere un flusso continuo di fondi, ma centellinato, per andare di pari passo con i lavori. «Non servono troppi soldi subito», precisa, «se poi non abbiamo il tempo per impiegarli». Se parte la ricostruzione della case, si liberano gli appartamenti del progetto Case. «Il 30% di questi alloggi sarà destinato agli studenti universitari. Non dimentichiamo che l'università è un'altra risorsa fondamentale».
Ci sono, solo nel centro storico, circa 100 tra chiese e complessi conventuali e circa 400 palazzi e dimore storiche da ristrutturare. E le istituzioni culturali cittadine non possono essere abbandonate. Un ruolo prezioso è stato quello svolto finora dal sottosegretario Gianni Letta. Ma Cialente non indica un solo sostituto: «Se riusciremo ad avviare un dialogo con Monti, i nostri interlocutori saranno di volta in volta i vari ministri. Invece penso che vada ripensata la funzione commissariale, che per ora non sta dando i risultati sperati».
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19 dicembre 2011
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