di Federica Pantano
SULMONA. L'acquisto della Campari da parte della multinazionale Refresco ha un sapore agrodolce per gli ex dipendenti della Campari, consapevoli di non avere garanzie scritte sul loro riassorbimento, ma comunque speranzosi per il futuro. Ma mentre il divario fra i sindacati si allarga, il sindaco parla di «un'iniezione di fiducia per il territorio» e il Pd invita all'unità.
In una lettera aperta, divulgata da
Luciano Clemente, uno dei 51 dipendenti ora in mobilità dopo la chiusura della fabbrica che produceva Crodini, un gruppo di lavoratori ammette preoccupazioni sul futuro e spera comunque di rientrare nel nuovo piano industriale. «Siamo ben consci che non tutti gli ex lavoratori Campari torneranno al lavoro, almeno non subito, ma bisogna ammettere che la riapertura dello stabilimento è un'importante inversione di tendenza, che potrà solo portare benefici». scrive Clemente, «intendiamo ringraziare tutti coloro che, in silenzio con tenacia e lavorando in sinergia fra loro, hanno reso possibile quello che, visti i tempi che corrono, è un vero e proprio miracolo. Ossia il ritorno di un'azienda multinazionale a Sulmona. Che significa: prodotti già venduti, integrazione in un gruppo industriale solido e, quindi, ragionevoli possibilità di ampliamento e sviluppo. Nel contempo intendiamo stigmatizzare l'atteggiamento della Cgil che rema contro».
La Flai Cgil, infatti, con
Marcello Pagliaroli non ha firmato i pre-accordi sindacali, non essendoci nel piano industriale garanzia di riassorbime
nto per gli ex dipendenti della multinazionale milanese. Il piano industriale della Refresco, leader in Europa nella produzione di soft drink, prevede l'avvio della produzione da marzo con le lattine, a cui si aggiungeranno il vetro e la plastica (con i diversi formati in pet), per un investimento di circa undici milioni di euro. A regime, lo stabilimento produrrà 300 milioni di pezzi all'anno.
Numeri e somme che porteranno nel primo anno e mezzo alla riacquisizione di 40 persone, a discrezione della proprietà. Gli sviluppi della vicenda rappresentano per il sindaco
Fabio Federico un'iniezione di fiducia per la ripresa economica del territorio. «Quanto avvenuto», scrive il primo cittadino, «testimonia in modo inequivocabile che se si lavora in sinergia e si hanno chiari gli obiettivi nessun traguardo è impossibile da raggiungere. Crediamo che sia in atto un'inversione di tendenza determinata sia da una corretta pianificazione della gestione territoriale sia da una serie di progettualità che una volta poste in essere potranno riverberare i suoi effetti benefici sull'intera Valle».
Chiede maggiore sinergia il segretario cittadino del Pd,
Andrea Catena. «Il rilancio della Campari è una buona notizia», spiega, «ma diciamo no alle strumentalizzazioni e alle divisioni, e sì ad un maggiore impegno unitario delle forze politiche e sociali per uscire dalla crisi».
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26 novembre 2011
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