Ricostruzione L'Aquila, Piccone: Chiodi resti commissario

Il senatore Pdl: una riunione per trovare intoppi e soluzioni. I giovani industriali chiedono un sostituto a tempo pieno e un Patto

      PESCARA. «La soluzione per la ricostruzione non è buttare la croce addosso al commissario, ma capire dove sono sono gli intoppi». Il senatore Filippo Piccone (Pdl) "salva" Chiodi dalla critiche e chiede la convocazione di un tavolo tecnico «dove la politica resti fuori». Diversa la posizione della presidente dei giovani imprenditori dell'Aquila che chiede un commissario a tempo pieno.

    C'è un'idea che accomuna Filippo Piccone e Alessandra Rossi, presidente dei giovani di Confindustria. Che il commissario deve essere un elemento aggregante tra istituzioni ed enti locali. Ma mentre il senatore e coordinatore regionale pdl approva il lavoro effettuato dal governatore Gianni Chiodi nel ruolo di commissario alla ricostruzione, la presidente degli imprenditori auspica un ritorno all'amministrazione ordinaria solo se sostenuta da una sorta di Patto con le forze istituzionali, sociali ed economiche. «Se così non fosse», precisa Alessandra Rossi, «va bene il commissario, ma non Gianni Chiodi che in questo momento concentra su di sé troppe deleghe».

    Il tema sul ruolo e le opportunità del commissario è stato rilanciato sul Centro da Giuseppe Zamberletti, fondatore della Protezione civile, che ha gestito le emergenze dei terremoti nel Friuli e della Campania. Zamberletti ha in sostanza detto che il tempo del commissario finisce nel momento in cui termina l'emergenza e che la gestione della ricostruzione va affidata agli Enti locali.

    Il senatore Piccone, c
    he pure nei giorni scorsi aveva riconosciuto che c'era qualcosa da rivedere nella gestione della fase post-sisma, non è d'accordo con Zamberletti: «Ritengo che la figura del commissario sia necessaria e centrale per programmare, e Chiodi in questo senso svolge un lavoro eccellente. Ha fatto uno sforzo immane tanto che oggi i soldi per ricostruire ci sono».

    «Quando ho detto che qualcosa andava rivisto», prosegue il senatore, «mi riferivo al fatto che non c'è dubbio che la ricostruzione vada meglio organizzata e che è evidente che gli enti locali hanno un deficit strutturale. Ma il commissario, a maggior ragione, non va inteso come elemento di disturbo, ma che accomuna. Non partecipo a questo esercizio degli amanti dei problemi di gettare la croce addosso a Chiodi, faccio una proposta: organizziamo un tavolo per capire dove s'inceppano i meccanismi della ricostruzione e teniamo fuori la politica da queste strutture».

    Zamberletti non giudicava Chiodi, ma ha parlato in base alla sua esperienza. «Già, ma poi chi programma?», domanda Piccone: «Chi tiene i contatti con Roma? Gli Enti locali hanno strutture adeguate a questo tipo di gestione? Ripeto, non è Chiodi il problema. Così come non è pensabile un commissario diverso da lui, una sorta di potestà. No, Chiodi e il suo staff vanno bene. L'invito mio è di individuare i problemi e trovare le soluzioni».

    CONFINDUSTRIA.
    La presidente dei giovani industriali Alessandra Rossi non boccia il discorso di Zamberletti, ma pone le sue condizioni. «È auspicabile un ritorno a un'amministrazione ordinaria con responsabilità in capo agli Enti locali», afferma, «ma questo ritorno dev'essere regolamentato in maniera chiara e soprattutto in modo tale da non essere soggetto a interpretazioni di vario tipo. Che si chiami legge speciale o legge sulla ricostruzione non importa: tutto dev'essere perfettamente "normato" e per fare questo occorre un coinvolgimento di tutte le forze istituzionali, produttive e sociali, una sorta di Patto legato esclusivamente alla ricostruzione. Un'idea che noi giovani industriali lanciamo con forza».

    La perplessità maggiore di Alessandra Rossi sta nel fatto che nel clima attuale da campagna elettorale, non si raggiunga questo obiettivo. Di qui un'altra proposta: «Se non si riesce in tempi brevissimi ad arrivare a questo risultato continuo ad essere convinta della necessità del commissario, che non sia tuttavia il governatore. Chiodi, come figura istuzionale va bene perché rappresenta la massima espressione della volontà abruzzese, il problema è che deve occuparsi di tante cose mentre la ricostruzione richiede il massimo dell'attenzione. Rivolgo infine un appello ai parlamentari abruzzesi», conclude la presidente degli imprenditori, «si attivino subito con il nuovo governo e facciano sì che L'Aquila non sia un problema irrisolto». (a.mo.)

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    20 novembre 2011
     

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