di Federica Pantano
Paolo Santarelli primario del reparto di ginecologia dell’ospedale di Sulmona
SULMONA. No alla chiusura del Punto nascite dell'ospedale di Sulmona. No al nuovo piano sanitario di Giovanna Maria Baraldi, sub-commissario alla Sanità abruzzese. Un piano che potrebbe entrare in vigore già dall'ottobre 2012. A fare da spartiacque per la salvaguardia dei reparti sarà il numero dei parti annui, fissato in 500, e che Sulmona difficilmente potrà raggiungere. In città è nato un Comitato a difesa del reparto. E lo stesso primario punta i piedi: «Non si può pensare di eliminare un servizio come questo in una zona tanto vasta. Qui serviamo anche Popoli e Castel di Sangro».
Il Santissima Annunziata si ferma a quota 430 parti (dato del 2010).
In Abruzzo sono a rischio anche i Punti nascite degli ospedali di Atri, Penne, Sant'Omero e Ortona. Il piano
Baraldi sembra destinato a subire un'accelerata sulla spinta del programma di rientro del deficit sanitario e delle nuove disposizioni del ministro della Sanità
Ferruccio Fazio sul «miglioramento della qualità, la sicurezza e la riduzione del taglio cesareo».
Conferme sulla sforbiciata arrivano dal manager della Asl
Giancarlo Silveri. «Sono in atto una serie di valutazioni da parte della struttura commissariale, con incontri e contatti coi dirigenti dei vari reparti di ostetricia e ginecologia degli ospedali più piccoli» conferma il numero uno della Asl Avezzano-L'Aquila-Sulmona «all'esito di tali verifiche sarà presa una decisione ufficiale con relativa direttiva commissariale».
Vigile
il primario del reparto di ginecologia. «C'è stato un incontro con il sub-commissario e poi una serie di lettere» spiega
Paolo Santarelli «le disposizioni di Fazio sulla soppressione dei Punto nascite tengono conto anche delle distanze e delle percorrenze fra i vari territori. Nel nostro caso siamo di fronte ad una zona molto vasta, montuosa e mal collegata. Con la chiusura dei reparti di Popoli e Castel di Sangro, poi, per Sulmona il territorio di riferimento è ancora più ampio».
Sono 430 i parti annui che in media si fanno al Santissima Annunziata, con una crescita costante dal 2008 con 320 nuovi nati, 330 l'anno dopo e 430 nel 2010. Il reparto offre, oltre a un'assistenza 24 ore su 24, anche un servizio domiciliare delle ostetriche nei giorni immediatamente successivi al parto (unico in Abruzzo) e terapia psicologica per le neo mamme.
Sul piede di guerra il neonato Comitato spontaneo pro punto nascite.
«Le donne del comprensorio peligno dovranno necessariamente recarsi all'Aquila o a Pescara per il parto e chi purtroppo risiede nell'Alto Sangro sarà costretta a recarsi a Isernia o Capua», tuonano le rappresentanti del Comitato, «sempre che non sorgano complicazioni in auto, durante il trasporto in ospedali così distanti. Tocca a noi donne difendere il diritto alla vita».
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11 novembre 2011
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