di Fabio Iuliano
PESCASSEROLI. Animali di montagna, laghi e paesaggi mozzafiato hanno spinto la guida di viaggi Lonely Planet a scegliere il Parco nazionale d'Abruzzo tra i migliori 5, nell'ambito delle 359 riserve d'Europa. Dal 1872, l'anno di fondazione del parco dello Yellowstone negli Usa, sono stati istituiti nel mondo circa 7mila parchi nazionali. Sebbene sia obiettivamente piuttosto difficile stilare una classifica delle aree protette Lonely Planet, la guida di viaggi più celebre al mondo, si è cimentata nell'impresa e ne ha scelti 5. Il primo nome sulla lista stilata dalla guida inglese è quello del Dartmoor National Park, un'area nel sud dell'Inghilterra, nella contea di Devon. Segue nell'elenco, il parco dei laghi di Plitvece, il primo a essere istituito in Croazia, che vanta anche il titolo di patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. Vengono poi menzionate le tre isole Cies, che in realtà fanno parte del più ampio Parco nazionale delle Isole atlantiche della Galizia. Presente nell'elenco anche il parco della Valle del Lauterbrunnen. La riserva naturale in Svizzera famosa per le sue 72 cascate. Il parco nazionale d'Abruzzo viene menzionato al terzo posto nella lista e la guida fa riferimento al fascino delle montagne e delle valli che sono casa di splendidi esemplari di orso bruno marsicano, lupo degli appennini, lince, camoscio e aquila reale. Entusiasta della menzione il presidente del Parco,
Giuseppe Rossi. «Questa classifica», spiega, «rappresenta un ulteriore riconoscimento a quest'
area che sta rilanciando la propria immagine cercando di mettersi alle spalle degli anni difficili. Del resto», aggiunge, «i contatti raggiunti sia dal nostro sito Internet, sia dalla rete Parks.it sono aumentati di parecchio». Rossi rilancia l'importanza della gestione delle aree protette e dello sviluppo di un turismo che sia anche sostenibile. Il presidente, di fatto, fa riferimento alla Carta europea per il turismo sostenibile. L'elemento centrale della carta è la collaborazione tra amministratori locali e parti interessate a sviluppare una strategia comune ed un piano d'azione per lo sviluppo turistico, sulla base di un'analisi approfondita della situazione. «Questo lavoro», conclude, «sta dando i suoi frutti».
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26 ottobre 2011
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