Soddisfazione per la risoluzione in Regione. Il vescovo Spina: serve dialogo
di Federica Pantano
SULMONA. L'impegno della Regione a far traslocare il metanodotto Snam verso la costa tutti d'accordo in città. Dalla politica alle associazioni di categoria, passando per i medici e per le autorità religiose, la maggioranza delle persone tira un sospiro di sollievo. Sono infatti tutti d'accordo con la scelta di un tracciato alternativo del gasdotto, per il rischio sismico, la tutela ambientale e della salute. Sottolinea la necessità di puntare su uno sviluppo sostenibile il vescovo
Angelo Spina, il quale si dice soddisfatto della risoluzione che impegna la Regione a trasferire l'opera dalla dorsale appenninica. «La giunta regionale ha preso atto di deviare da un territorio gravemente compromesso dal sisma del 6 aprile del 2009 e con spiccata valenza naturalistica», ammonisce monsignor Spina, «chi ama veramente questi nostri luoghi deve volere uno sviluppo sostenibile. Perciò non si può dire sempre no, ma nemmeno sì a tutti. È poi fondamentale che la volontà dei cittadini sia stata rimessa al centro dell'agenda politica, dopo il grande interesse sulla vicenda. Si tratta di un bel momento di partecipazione civica, in cui il territorio si è finalmente espresso con un'unica voce, fortificando la sua unità». Soddisfatti anche i membri Comitato medici, che sottolineano la necessità di tutelare la salute dei cittadini in un territorio le cui caratteristiche favoriscono la stagnazione degli agenti inquinanti. «Per professionisti come noi che si interess
ano delle malattie derivanti dall'inquinamento, quali quelle cardiovascolari e tumorali, la decisione di delocalizzare l'impianto verso la tutela della salute dei cittadini», avverte
Maurizio Proietti, portavoce del Comitato, «la conformazione orografica del territorio purtroppo non consente un adeguato ricircolo dell'aria con stagnazione degli agenti inquinanti dannosi per le persone. La scelta della Regione è per noi un atto di coscienza e di impegno civile». Secondo i medici, molti studi scientifici certificano l'aumento di malattie oncologiche o cardiovascolari, con particolare incidenza su bambini e anziani, in presenza di centrali turbogas. I professionisti rilevano che per le patologie infantili (da zero a 12 anni), ad esempio, c'è un aumento annuo del 2% e del 4% per i tumori. Cantano vittoria anche le associazioni di categoria, secondo cui il trasloco del metanodotto avrà effetti positivi sull'economia e lo sviluppo del territorio. «Speriamo che l'impegno della Regione si concretizzi quanto prima», spera
Claudio Mariotti, vice presidente provinciale della Confcommercio, «anche perché il progetto dal punto di vista occupazionale non porterebbe nulla, al contrario comporterebbe una serie di perdite economiche correlate alla compromissione dell'ambiente e dell'indotto turistico. Oltre ad essere una zona ad alto valore naturalistico, abbiamo un alto coefficiente di rischio sismico, che ci metterebbe troppo a rischio».
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20 ottobre 2011
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