LECCE NEI MARSI. Un encomio solenne al caporal maggiore
Luca Cornacchia per «l'alto senso del dovere nonché l'elevato eroismo manifestato». Così l'amministrazione comunale di Lecce nei Marsi ha voluto premiare il coraggio del giovane militare ferito durante un'imboscata nella valle del Gulistan in Afghanistan. Nell'attentato persero la vita, nell'ottobre dello scorso anno, quattro alpini, amici e compagni di Cornacchia. Il primo cittadino di Lecce nei Marsi,
Andrea Favoriti, ha presieduto la cerimonia nella palestra del paese. Oltre a Cornacchia e ai suoi familiari (c'erano la moglie
Monica e i genitori dell'alpino
Domenico e
Cesidia), hanno partecipato il vice-prefetto
Benedetti, l'assessore regionale ai Lavori pubblici,
Angelo Di Paolo, il consigliere provinciale
Gianluca Alfonsi, l'ex sindaco
Mario Spallone, il colonnello
Catini, il capitano dei carabinieri della compagnia di Avezzano,
Michele Borelli, e il capogruppo regionale degli alpini in congedo
Giovanni Natali. Hanno preso parte alla cerimonia anche le associazioni e i rappresentanti del Gruppo alpini di Lecce nei Marsi e gli amministratori di molti paesi marsicani. Tutti hanno voluto ricordare il coraggio del giovane militare scampato per miracolo all'attentato. Le note dell'Inno d'Italia suonate dai "Leoncini d'Abruzzo" di Pescina hanno riportato alla mente le ore di apprensione seguite all'imboscata in Afghanistan, quando tutto il paese di Lecce nei Marsi si è fermato per avere notizie cert
e sulle condizioni del giovane militare marsicano. Subito dopo il momento solenne, il sindaco Favoriti, dopo aver dato il benvenuto ai numerosi presenti, ha aperto i lavori del consiglio straordinario che si è tenuto nella palestra comunale per permettere a tutti di assistere, ricordando l'impegno costante dei militari italiani impegnati nelle varie missioni di pace nel mondo. Al termine degli interventi degli amministratori locali e delle autorità che hanno preso parte alla cerimonia, il sindaco, interpretando l'unanime volontà del consiglio comunale e di tutta la cittadinanza di Lecce nei Marsi, ha conferito a Cornacchia l'encomio solenne per gesto eroico che «con alto senso del dovere, nonché elevato valore di eroismo, ha concretamente manifestato generosità d'animo e spiccato altruismo, mettendo a repentaglio la propria vita nell'espletamento dell'alto servigio per l'Italia nella missione internazionale in Afghanistan». (e.b.)
4 ottobre 2011
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