Truffa, Srour: "Mi fidavo dei vescovi"

L’ex assessore provinciale e regionale ascoltato, su sua richiesta, dal Pm Picardi: "Nella fondazione Abruzzo solidarietà e sviluppo c’erano i vescovi e associazioni non profit. Non avevo motivo per non fidarmi"

    di Marina Marinucci L’AQUILA. “Non avevo motivo per non fidarmi. Nella fondazione Abruzzo solidarietà e sviluppo c’erano i vescovi e associazioni non profit. Lo stesso ministro Giovanardi era a conoscenza della struttura”. Così l’ex assessore regionale e provinciale a Mimmo Srour ha spiegato i suoi rapporti con la Fondazione finita nella bufera dopo gli arresti domiciliari di Fabrizio Traversi e di Gianfranco Cavaliere per una presunta truffa sui fondi per il sociale destinati alle popolazioni colpite dal terremoto del 6 aprile 2009.

    Srour è stato ascoltato, su sua richiesta, dal pm Antonietta Picardi alla presenza del suo avvocato Paolo Vecchioli. Nel colloquio, durato più di 3 ore, il politico ha risposto al pubblico ministero si quanto emerso dalle intercettazioni telefoniche e, in particolare, sul suo ruolo nell’ingresso della Provincia nella Fondazione. “Rifarei qualunque cosa per promuovere i piccoli comuni”, ha detto Srour al termine dell’interrogatorio. “Io mi fidavo dei vescovi. E, per giunta, la delibera sull’ingresso della Provincia nella Fondazione non è stata presentata da me ma dall’ufficio di presidenza”.

    Intanto i legali hanno presentato istanza per la revoca dei domiciliari di Fabrizio Traversi e di Gianfranco Cavaliere.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    03 ottobre 2011

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