Da destra i magistrati Fabio Picuti Alfredo Rossini e Roberta D’Avolio presenti ieri mattina al processo
Sullo stesso tema
L'AQUILA. E' subito scontro alla prima udienza nel processo ai sette componenti della commissione Grandi Rischi. Pomo della discordia tra il giudice Marco Billi e i legali delle parti civili da un lato, e avvocati degli imputati dall'altro, il ritmo serrato che il giudice vuole imprimere al procedimento. «Se procediamo con un'udienza al mese» ha detto «il processo durerà degli anni e non voglio che sia così». Si andrà avanti ogni sabato dal primo ottobre. Il giudice è disposto a fare udienza anche di domenica.
Gli imputati, accusati di omicidio colposo, lesioni colpose e cooperazione nel delitto colposo, sono sette:
Franco Barberi, presidente vicario della Commissione,
Bernardo De Bernardinis, già vice capo del settore tecnico della Protezione Civile, ieri unico imputato in aula,
Enzo Boschi, all'epoca presidente dell'Istituto nazionale di geofisica,
Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti,
Gian Michele Calvi «padre» del progetto Case,
Claudio Eva, ordinario di fisica e
Mauro Dolce, direttore dell'ufficio rischio sismico di Protezione civile. Secondo l'accusa nella riunione dell'organismo consultivo della presidenza del Consiglio del 31 marzo 2009, una settimana prima della scossa delle 3.32, ci fu «una valutazione del rischio sismico approssimativa, generica e inefficace in relazione alla attività della commissione e ai doveri di prevenzione e previsione del rischio sismico» e dopo quella stessa
riunione la Commissione fornì alla gente «informazioni imprecise,
incomplete e contraddittorie vanificando le attività di tutela
della popolazione».
Ma torniamo alla prima udienza di ieri. La scelta di accelerare i
tempi non è andata giù ai vari principi del foro, ieri all'Aquila,
impegnati in processi di prim'ordine previsti negli stessi giorni:
Gea, Cricca, fastweb, etc. Ma alla base della decisione del giudice
Marco Billi, (foto grande) che ha tenuto udienza
in un'aula del tutto inadeguata e priva di un buon impianto
microfonico, la considerazione della gran mole di atti e del fatto
che i testimoni sono ben 275. «Non si celebrano processi solo
all'Aquila e non si celebra solo questo processo», ha esclamato
Marcello Melandri, avvocato di
Enzo
Boschi, che si è fatto veemente portavoce anche dei suoi
autorevoli colleghi tra i quali l'ex ministro della giustizia,
Alfredo Biondi. I malumori, tuttavia, sono stati
provocati anche dalla richiesta, non accolta da Billi, di attendere
la chiusura delle indagini di un altro procedimento incentrato sui
sette componenti della commissione Grandi rischi, sugli stessi
fatti e sugli stessi eventi prevista tra una decina di giorni. Per
Billi i procedimenti sono in due fasi completamente distinte. I
legali degli imputati, da parte loro, hanno ribadito di essere
pronti anche a chiedere il rito immediato del procedimento gemello
per accelerare i tempi: «Il rinvio di un mese non avrebbe creato
problemi», hanno detto, «non possiamo fare una corsa a scapito del
risultato». L'ex ministro della giustizia ha poi aggiunto: «Farò
ricorso alla corte di giustizia europea». Il fatto è, come ha
osservato il Pm
Fabio Picuti, che ci sono anche
altri tre procedimenti fotocopia sugli stessi fatti: «Se dovessimo
sospendere questo processo per attendere che tutte le persone
concludano le loro rivendicazioni» ha detto, «dovremmo aspettare un
tempo lunghissimo».
Al termine dell'udienza un altro diverbio. Tra l'avvocato di parte
civile
Maria Teresa Di Rocco e Melandri. «Da un
avvocato della sua levatura non accetto certe affermazioni», ha
detto la legale aquilana mentre Melandri mormorava «Si sa già come
va a finire questo processo».
Tra le altre decisioni del giudice l'accoglimento di una decina di
altre parti civili che si aggiungono alle cinquanta già presenti
nel processo. Lo stesso giudice ha escluso dalle parti civili il
Codacons e l'associazione Codici.
Nella prossima udienza di sabato primo ottobre ci sarà l'ammissione
delle prove e l'audizione dei primi testimoni del Pm «in congruo
numero rispetto ai 73 totali», come auspicato da Billi. Il giudice
ha precisato che quel giorno si andrà avanti fino a sera. Forse
l'udienza si potrà tenere in una aula della nuova Corte di appello.
I problemi di spazio a palazzo di giustizia sono notevoli: ieri,
alcune udienze, si sono tenute nella sede dell'Ordine degli
avvocati.
© RIPRODUZIONE
RISERVATA
21 settembre 2011
Altri contenuti
- Sulle persone citate
-
- Sugli stessi luoghi
-