di Nino Motta
TRASACCO. Trasacco, come Luco dei Marsi, vive essenzialmente di agricoltura. E buona parte della manodopera è costituita da immigrati, soprattutto marocchini. I problemi che tale comunità, con cultura, religione, usanze assai diverse, pone sono comuni a quelli degli altri centri del Fucino. Problemi che le amministrazioni comunali, insieme alle istituzioni scolastiche, bisogna dargliene atto, hanno cercato di risolvere, favorendo l'integrazione degli ospiti. Per Trasacco oggi si sta ponendo un problema in più: la richiesta degli immigrati di fede musulmana di un'area per la costruzione di una moschea. Sarebbe la prima in Abruzzo. Così tutti i musulmani presenti sul territorio avrebbero un luogo dove pregare. Perché la scelta è caduta su Trasacco? Semplice. Perché a Trasacco gli immigrati sono stati trattati sempre con grande riguardo. Ovviamente quelli che, con il loro lavoro, contribuiscono allo sviluppo del paese. Mai che si siano verificati episodi di intolleranza verso gli stranieri. Anzi, la popolazione, di cui è ben nota la generosità, fa a gara nell'aiutare le famiglie di immigrati in difficoltà. Lo stesso sindaco, per dare l'opportunità agli islamici, durante il Ramadan, di pregare, ha messo loro a disposizione l'aula consiliare. Un gesto fortemente apprezzato. Questo fino a due anni fa. Poi, l'associazione culturale Essalam, fondata dai marocchini, ha ottenuto gratuitamente da un privato un magazzino, che è stato adibito anche a luogo di culto. Poiché a prega
re venivano anche dagli altri centri della Marsica, il locale si è
rivelato non adeguato. Ora la speranza degli islamici è che il
Comune conceda loro un locale molto più ampio, di cui l'Ente però
non dispone, o un'area su cui costruire il "luogo di culto".
Confidando molto nella sensibilità e disponibilità dimostrate in
passato dal sindaco. Che, però, memore delle reazioni e delle
polemiche scatenate lo scorso anno da un'analoga richiesta fatta al
Comune dell'Aquila dal consigliere
Roland Vide, non si
sbilancia. «Nei prossimi giorni», annuncia il primo cittadino,
«organizzerò un incontro con una delegazione islamica e in quella
sede affronteremo la questione». Non rimane, dunque, che
aspettare. L'agricoltura, in cui vengono impiegati gli immigrati,
resta la principale risorsa economica di Trasacco. «Ma le aziende»,
osserva il sindaco
Gino Fosca, 62 anni, medico, sposato e
con due figli, al suo secondo mandato consecutivo, «sono sempre più
in grosso affanno. Costrette a subire le bizze dei mercati. I costi
dei semi, dei concimi e degli antiparassitari aumentano
continuamente, mentre i prezzi dei prodotti non sono remunerativi».
Un'altra importante risorsa è l'artigianato. Si tratta di piccole
e medie imprese a conduzione familiare, che offrono opportunità di
lavoro. In grave crisi è invece il settore edilizio. Per
rilanciarlo, l'amministrazione sta approntando un nuovo strumento
urbanistico, che conta di portare in consiglio entro dicembre.
Grandi prospettive, intanto, si aprono per il turismo.
L'amministrazione intende adibire due dei cinque piani della
restaurata Torre in Museo dei reperti venuti alla luce nella grotta
Continenza. E che testimoniano la presenza intorno al lago di
popolazioni preistoriche dedite alla caccia e alla pesca. Tali
reperti, trasferiti per motivi di sicurezza altrove, troverebbero
una definitiva sistemazione nella storica Torre, che diventerebbe
meta di visitatori e di studiosi di ogni parte del mondo. Il Comune
ha acquistato già il mobilio. La gestione del Museo verrebbe
affidata all'Archeoclub della Marsica, presieduta da
Umberto Irti, cui va il merito di aver scoperto
negli anni Settanta la Grotta, segnalandola alla Soprintendenza,
che ha avviato e portato avanti gli scavi. Scavi attualmente
sospesi per mancanza di fondi, ma che si spera possano riprendere
al più presto. Non è ancora partita, invece, la raccolta
differenziata. Un ritardo che il sindaco attribuisce a intoppi
burocratici, ai quali, però, dopo tanti anni, si sarebbe potuto
ovviare, se ci fosse stata la volontà. I tagli agli enti locali,
ovviamente, non hanno risparmiato neppure Trasacco. Nel 2011 nelle
casse comunali sono entrate 250mila euro in meno. Il prossimo anno
i tagli arriveranno a 500mila euro. «In queste condizioni»,
sottolinea il sindaco, «si può andare vanti solo con l'ordinaria
amministrazione». E poiché il Comune non intende aumentare le
tasse, si finirà col tagliare i servizi sociali. I soli soldi su
cui il Comune potrà fare sicuro affidamento saranno quelli che
incasserà dalla messa in vendita di una cinquantina di case
demaniali. Tra gli eventi culturali vanno menzionati il Premio
nazionale di poesia, organizzato dalla compagnia teatrale "Il
Vernacolo", e il Premio
Pietro Taricone, lo sfortunato
attore trasaccano, morto tragicamente lo scorso anno a Terni,
durante un volo col paracadute. La prima edizione del Premio
Taricone si è tenuta quest'anno, in agosto, ma il Comune intende
istituzionalizzarlo. Fondamentale per la promozione delle attività
culturali, dalle rappresentazioni teatrali ai concerti, è
l'Auditorium, realizzato accanto alla scuola media e inaugurato due
anni fa. Il merito del successo di tante manifestazioni, da
Trasaccoagosto alle feste patronali, va in gran parte alle
associazioni locali: dalla Pro loco all''Avis, dal Gruppo alpini
alla Protezione civile, all'Archeoclub. A riconoscerlo è lo stesso
sindaco. «Quest'anno», ricorda Fosca, «la festa in onore di San
Cesidio e San Rufino, ha rischiato di saltare, se non fosse stato
per le associazioni, che hanno deciso di far parte direttamente del
comitato organizzatore». Prima del commiato, per il sindaco Fosca,
che è anche consigliere provinciale per il Pdl, diventa d'obbligo
una domanda: è favorevole all'abolizione delle Province? Secca la
risposta: «No, ci sono altri enti che sperperano denaro più delle
Province».
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18 settembre 2011
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