Case E, Letta accelera i lavori

L'impegno del sottosegretario per gli edifici fuori dai centri storici

    di Marianna Gianforte L'AQUILA. Nessuno ha sbattuto la porta o fatto polemiche. Persino il sottosegretario Gianni Letta se ne è andato disteso e soddisfatto come non mai. Quello che ieri mattina si è riunito nella sala riunioni della Sge è stato un Tavolo tecnico per la ricostruzione fra i più tranquilli e «proficui». Snellimento della burocrazia per i progetti delle case "E" fuori dai centri storici, macerie e nuova ordinanza i temi affrontati. L'appello all'armonia lanciato dal sottosegretario agli amministratori della ricostruzione durante i giorni della Perdonanza, è stato dunque accolto.

    Tutti seduti attorno al tavolo del sottosegretario già alle 9: il commissario Gianni Chiodi, il vice Antonio Cicchetti, il coordinatore dei sindaci, Emilio Nusca, il vicecommissario ai Beni culturali, Luciano Marchetti, il capo della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana, il prefetto Giovanna Maria Iurato, il sindaco Massimo Cialente, il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo. Per la prima volta c'era anche Giuseppe Romano, il commissario per l'emergenza macerie.

    Fra i temi affrontati la velocizzazione dei tempi delle pratiche "E" e la rimozione e lo smaltimento delle macerie. Tempi certi, responsabilizzazione dei privati e controlli. Questi i punti cardine d'ora in avanti. «Con queste nuove regole entro il 2013 la ricostruzione pesante fuori dal centro storico potrebbe essere conclusa», è l'annuncio ottimistico di Chiodi. Ma il commissario ha lasciato intendere che non c'è più tempo da perdere, le «pratiche presentate entro il 31 agosto scorso, dovranno ottenere il contri
    buto definitivo entro dicembre». Dal vertice è emersa la volontà di accelerare le procedure per l'approvazione dei progetti. Le misure in tal senso saranno incluse in un'ordinanza. Il vice commissario Cicchetti ha evidenziato l'opportunità di dare maggiori responsabilità ai progettisti: dovranno assumersi l'onere dei progetti dei singoli appartamenti; toccherà, invece, a Cineas e Reluis continuare a esaminare i progetti relativi alla sostituzione edilizia e quelli delle parti comuni. Largo, poi, a controlli e collaudi. Quanto ai tempi per effettuare i lavori, inoltre, dal momento del rilascio del contributo definitivo non dovranno essere superati i 24 mesi per il rientro dei cittadini. Sanzioni in arrivo per i proprietari che non rispetteranno questi limiti, perché perderanno l'assistenza, mentre i progettisti vedranno ridotti il loro compenso. «Il sottosegretario ha promesso che le nostre richieste saranno inserite nella nuova ordinanza», ha spiegato Nusca, «che dovrebbe essere pronta a breve». Intanto al prossimo incontro tutti gli enti coinvolti nella ricostruzione dovranno presentare un documento dettagliato delle loro richieste a Letta. I sindaci proporranno «la dislocazione in ogni area omogenea di un ufficio per trattare le pratiche sulle case da restaurare». Una sorta di filiera riprodotta per ogni area.

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    15 settembre 2011
     

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