Morto mentre ruba, gli indagati salgono a 5

Al momento la salma dell'operaio romeno non può essere rimpatriata

    di Claudio Lattanzio  SULMONA. La salma di Aurelio Bostiog, il giovane operaio romeno morto per le ferite riportate mentre stava rubando cavi dell'alta tensione nella zona di Avezzano, non tornerà in Romania.  Almeno per il momento.  Lo ha deciso il capo della procura del tribunale di Sulmona, Federico De Siervo che, per esigenze investigative, non ha concesso il nulla osta per il rimpatrio della salma. Per De Siervo è necessario attendere il deposito del risultato dell'autopsia per poter permettere che il giovane rumeno possa essere seppellito nel suo Paese d'origine.  Al momento, dunque, la salma dovrebbe essere collocata temporaneamente in un loculo del cimitero di Sulmona, giusto il tempo di permettere alla Procura di far svolgere tutti gli esami del caso e chiudere la fase preliminare con in mano tutta la documentazione necessaria per sostenere le accuse nei confronti degli indagati.  Dai risultati che emergeranno dalla perizia medica affidata all'anatomopatologo, Ildo Polidoro, dipenderà infatti buona parte della vicenda giudiziaria che vede per il momento sotto inchiesta 5 persone: il datore di lavoro, il cugino del povero romeno e tre rigattieri di Avezzano, quest'ultimi accusati di aver acquistato i cavi di rame che le altre persone coinvolte avrebbero rubato nelle linee di alta tensione della Marsica.  I primi invece sono accusati di furto aggravato e frode processuale per aver cercato di simulare il furto con un incidente sul lavoro.  Reati che potrebbero crescere proprio a seguito del risultato dell'au
    topsia. Se dalla perizia risulterà che un soccorso più immediato avrebbe potuto salvare la vita al giovane romeno, a quel punto, sia il datore di lavoro sia l'altro romeno, saranno messi sotto inchiesta per omicidio colposo e omissione di soccorso.  Bostiog è rimasto folgorato dai fili dell'alta tensione a pochi chilometri dall'ospedale di Avezzano. Sarebbe bastato qualche minuto per raggiungere la struttura ospedaliera e consentire ai medici di prestargli i necessari soccorsi. I suoi compagni avrebbero però deciso di raggiungere l'ospedale di Sulmona per simulare l'incidente sul lavoro e nascondere il reato che stavano compiendo. Oltre un'ora di tempo che potrebbe - questo lo dovrà stabilire il medico legale - essersi rivelata fatale per il giovane romeno.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    10 settembre 2011
     

    Trova Indirizzi Utili

    Annunci

    • Vendita
    • Affitto
    • Casa Vacanza
    • Regione
    • Provincia
    • Auto
    • Moto
    • Modello
    • Regione
    • Regione
    • Area funzionale
    • Scegli una regione
    Tutte
    PROMOZIONI
     PUBBLICITÀ

    Negozi

    ilmiolibro