PESCASSEROLI. Tensione tra maggioranza e opposizione a Scanno. Dibattito ad Anversa sul rapporto con gli altri paesi della Valle del Sagittario. E ancora, polemiche a Pescasseroli a un mese dalle dimissioni dei consiglieri che hanno determinato il commissariamento. Un clima politico acceso quello che si respira in zona in queste settimane. SCANNO. È bagarre in consiglio dove due amministratori di maggioranza e quattro di minoranza hanno abbandonato l'aula, chiedendo un incontro urgente con il prefetto. Alla base della protesta dei consiglieri
Amedeo Fusco (Pd),
Aldo Tarullo (Api),
Domenico Mastrogiovanni,
Luca Silvani (Insieme per Scanno),
Maria Pia Silla e
Amato Silla (Vivere Scanno) c'è la presunta posizione dell'attuale capogruppo di maggioranza
Eustachio Gentile. «Con una sentenza della Corte dei Conti del 20 gennaio scorso», spiegano i consiglieri, «sono stati condannati per danno erariale il dirigente amministrativo e il capogruppo Gentile, quest'ultimo per fatti compiuti quando era sindaco di Scanno. Ancora oggi però», aggiungono, «non vengono presi provvedimenti in virtù di questa situazione». Il danno riscontrato dalla Corte dei Conti non è stato ancora risarcito. «È una situazione insostenibile», concludono i consiglieri di maggioranza e opposizione, «ma pur essendo preoccupati perché la legalità interna e la trasparenza amministrativa sono ormai compromesse continueremo a ribadi
re la nostra posizione nei prossimi consigli comunali fino a quando
non verrà definitivamente risolta tale situazione».
ANVERSA. Clima politico rovente anche ad Anversa degli
Abruzzi, dove, dopo l'astensione del consiglio comunale alla
mozione presentata dall'opposizione che ha richiesto la
convocazione di una seduta congiunta tra i paese della Valle del
Sagittario, la lista Uniti per Anversa - attraverso il capogruppo
Nunzio Marcelli, torna all'attacco sulla necessità urgente
di creare forme di collaborazione che garantiscano migliori servizi
e integrazione nel territorio.
PESCASSEROLI. Dopo un mese
sono arrivate le spiegazioni pubbliche dei consiglieri dimissionari
che hanno determinato la caduta dell'amministrazione guidata
dall'ex sindaco
Nunzio Finamore. In una manifestazione
organizzata dal circolo locale del Partito democratico,
Carmelo
Giura, ex capogruppo di minoranza di «Crescere Pd» e
Pietro
Scarponi (Pdl) hanno spiegato i motivi che hanno determinato la
scelta di dimettersi da consiglieri il primo agosto scorso insieme
a
Luigi La Cesa (Pd),
Silvano Di Pirro (Prc),
Giovanni Saltarelli (Pd) e
Marco Grassi e
Virgilio
Morisi (Pdl). Adesso il Comune è nelle mani del commissario
prefettizio
Antonio Oriolo e del suo vice
Elda Karim
Danielli. Giura ha elencato una serie di episodi che hanno
visto più volte traballare l'ex maggioranza, caduta poi sulla crisi
«regina» scatenata dalla privatizzazione degli impianti di Costa
delle Vitelle. Sono stati tirati in ballo il tentativo fallito di
conferire la cittadinanza onoraria a
Gianni Letta,
l'isolamento politico dell'Alto Sangro L'iter del Piano regolatore
fermo da tre anni. Scarponi ha ricordato «il conflitto di interesse
segnalato al prefetto circa la votazione in giunta di alcuni
provvedimenti diretti ad attività commerciali riconducibili agli
stessi assessori. Noi», ha puntualizzato, «abbiamo rifiutato anche
il telefono di servizio. La questione impianti», ha concluso, «non
è dipesa affatto da una volontà politica ma tecnica per
inadempienze contrattuali della società Assifer».
Loretta
Montenero Massimiliano Lavillotti
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2 settembre 2011
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