CAPPADOCIA. Le spelonche della Valle di Nerfa aprono di nuovo le porte ai visitatori. Dopo i disagi causati dalle frane, poi ripristinate con l'intervento del Comune di Cappadocia e della Comunità montana Marsicana, le grotte di Beatrice Cenci riaprono per far conoscere cosa c'è sotto i nostri piedi a grandi e piccoli. Pronto anche l'avvio di corsi di speleologia, progetti di ricerca e didattica. Operazione possibile grazie a progetti di ricerca e didattica grazie alla convenzione tra l'amministrazione comunale e il Gruppo Grotte e Forre Abruzzo. In pochi sanno che nella dorsale dei monti carseolani si trovano alcune delle grotte più importanti d'Abruzzo, come l'Ovido di Pietrasecca e la grotta Grande dei Cervi a Carsoli, l'inghiottitoio di Val di Varri a Pescorocchiano, la grotta di Luppa nel comune di Sante Marie e le grotte di Beatrice Cenci nel Comune di Cappadocia. Proprio queste ultime, grazie a una convenzione, saranno oggetto di studio da parte dei tecnici del Gruppo Grotte e Forre Abruzzo. Già a partire dalle prossime settimane,
Guglielmo Di Camillo, responsabile del Gruppo, e i colleghi speleologi entreranno nelle spelonche di Cappadocia per documentare, fotografare e avviare una ricerca sulle stalattiti e sulle stalagmiti della grotta in cui nel 1600 vennero imprigionati i briganti. «Dopo una pausa obbligata le grotte dedicate alla nobildonna romana riapriranno le porte ai visitatori grazie agli interventi tempestivi del comune di Cappadocia e dell'ente montano», ha precisato Di Camillo, &laqu
o;il nostro gruppo si sta già attrezzando per partire con le attività convenzionate. A breve inizieremo con la ricerca, documenteremo tutta la morfologia dei luoghi e avvieremo dei corsi e dei progetti per avvicinare il pubblico al mondo della speleologia». Oggi è possibile visitare le spelonche grazie al servizio della coop Le Aquile. (e.b.)
20 luglio 2011
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