Il tecnico morto nella capitale e i due stranieri a Casoli

       AVEZZANO. L'ultimo episodio che ha visto un abruzzese perdere la perdere la vita durante il lavoro risale a due settimane fa. La vittima è stata Bruno Montaldi, operaio di 48 anni residente a Civitella Roveto.  Ha perso la vita in un incidente sul lavoro nel cantiere per la realizzazione della linea B1 della metropolitana a Roma. A metà aprile, invece, nel crollo di una parete in legno, sono morti Jaroslaw Ivakhnyuk, 34 anni, ucraino residente ad Altino (Chieti), e l'albanese Gramoz Metushi (41), residente a Casoli (Chieti), dipendenti di una ditta di Casoli. Pochi giorni prima un uomo a Sulmona era rimasto ucciso mentre potava un albero in campagna.  Era al lavoro con una motosega. Altri due incidenti mortali sono avvenuti alla fine di marzo.  A Scerni, un operaio impegnato in lavori in campagna è finito tra le lame di un macchinario. Lo stesso giorno un altro incidente è avvenuto ad Alba Adriatica dove una persona è morta cadendo da un'impalcatura alta dieci metri, allestita per lavori di rifacimento dell'intonaco della propria abitazione. I dati sulle morti bianche in Abruzzo e nella Marsica sono preoccupanti.  Una problematica che sottolinea la necessità di più controlli e di una maggiore prevenzione degli incidenti nei luoghi di lavoro soprattutto nel settore dell'edilizia, ma anche in quello dell'agricoltura, soprattutto nel territorio del Fucino.

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    7 giugno 2011
     

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