di Enrico Nardecchia
L'AQUILA. Altri sei mesi per aprire il sito di Barisciano. L'emergenza macerie sembra proprio non finire mai. Se per il sito ex Teges, ormai saturo, il Comune ha assegnato all'Asm il compito di indire le gare per lo svuotamento dei materiali già trattati, tiene banco il giallo delle ordinanze.
IL COMUNE. A sollevare il caso dell'ordinanza prima emanata e poi abrogata è stato l'assessore all'Ambiente Alfredo Moroni. «Un altro pasticcio», ha commentato, visto che l'ordinanza sul trasporto, che doveva rimettere in gioco le ditte private autorizzate, non ha contemplato una serie di commi, tra i quali quelli che disciplinano gli aspetti legati alle procedure che devono seguire le ditte che stanno effettuando i lavori di riparazione all'interno delle abitazioni, anche di quelle classificate A, B e C, dunque senza danni alle strutture.
«L'ordinanza 3940», spiega Moroni, «pubblicata anche sul sito del commissario alla ricostruzione e che autorizzava le ditte private al trasporto delle macerie, è stata immediatamente abrogata. Un altro pasticcio del governo, che allunga i tempi di rimozione e crea ulteriore confusione. Infatti», aggiunge l'assessore, «l'ordinanza ne ha riportata in vigore una precedente, la 3857, ma non ha superato i problemi determinati dalla 3923 che obbliga tutte le ditte che lavorano nella ricostruzione a utilizzare, per il trasporto, personale dei vigili del fuoco, dell'esercito e dell'Asm». Il nuovo provvedimento non consentiva di fatto alle imprese di trasportare e conferire i materiali di risulta. Per questa ragione è stato necessario abro
garlo dopo meno di 48 ore dalla sua emanazione.
«A questo punto», ha concluso Moroni, «ci domandiamo se questa
confusione sia frutto esclusivamente di scarsa lucidità oppure se
rappresenti una strategia più o meno strisciante per alimentare
problemi e ritardi. Alla luce di ciò, è sempre più necessario che
venga ripristinata la piena competenza degli enti locali sulle
decisioni relative allo smaltimento delle macerie, così come è
sempre più urgente che il commissario delegato alla ricostruzione
si assuma la responsabilità di sbloccare le autorizzazioni per
consentire l'utilizzo a pieno regime dell'impianto Teges e per
mettere l'Asm nelle condizioni di operare su vasta scala».
LA MODIFICA. La modifica dell'ordinanza, chiesta più volte da
Comune e Asm, attraverso il suo presidente Luigi Fabiani, non può
esaurirsi, dunque, nel provvedimento preso e poi ritirato. A questo
punto, come confermato anche dai vertici della struttura di
gestione dell'emergenza, occorrerà una nuova ordinanza che potrebbe
arrivare già nella giornata di domani. Un testo che, almeno secondo
le aspettative delle imprese private autorizzate, dovrebbe
contribuire a far chiarezza sulla materia.
LE IMPRESE. È nato un comitato gestione rifiuti da crolli e
demolizioni della regione Abruzzo che ha diffuso una nota nella
quale le ditte del settore (recuperatori, smaltitori e
trasportatori), iscritte all'albo gestori ambientali, chiedono
«chiarezza sulla travagliata questione del recupero e dello
smaltimento». La richiesta principale è quella di «ripristinare la
situazione antecedente all'ordinanza 3923 riprendendo, così, quelle
attività di trasporto, recupero e smaltimento per le quali le
imprese possiedono le dovute autorizzazioni». Competenze che
l'ordinanza ha affidato in esclusiva a vigili del fuoco, esercito e
Asm. Il che ha bloccato la rimozione anche di materiali in uscita
dai cantieri.
GLI IMPIANTI. Sono in corso di rimozione le macerie della frazione
di San Gregorio, portate nell'unico impianto a disposizione, quello
dell'ex Teges. Per il sito di Barisciano, destinato a diventare un
polo tecnologico pubblico, cioè un impianto dotato di trituratore
gestito sotto la direzione del sindaco Francesco Di Paolo, nominato
soggetto attuatore dal commissario Chiodi, secondo alcune stime, si
dovranno aspettare altri 180 giorni almeno per avviare i lavori.
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22 maggio 2011