De Matteis tuona: Piano Case senza regole

Il vicepresidente del consiglio regionale attacca il Comune: chi paga 4 milioni di utenze?

    di Enrico Nardecchia L'AQUILA. «Serve un regolamento condominiale per questa enorme Ater che è il Progetto Case. Più passa il tempo, più si rimandano le decisioni, peggio è: chi paga 4 milioni di utenze in sospeso?». Nuovo attacco al Comune dal vicepresidente del consiglio regionale De Matteis.

    PROGETTO CASE. «Il Comune», sostiene De Matteis, «oltre a dover chiarire quale sarà il futuro dei 4500 alloggi a emergenza finita, dovrebbe preliminarmente chiarire una cosa. Chi paga gli oltre 4 milioni di euro di utenze utilizzate? E come si pagheranno? Si tratta di 1,8 milioni avanzati dalla Gran Sasso acqua spa, altrettanti dall'Enelgas, oltre a circa 520mila euro per l'energia elettrica consumati fino a oggi. Il Progetto Case è passato al Comune che deve farsi carico della manutenzione ordinaria e straordinaria. Per questo motivo occorre normare anche l'aspetto legato agli affitti, se si tratterà di un canone ordinario oppure concordato o tipo Ater. E chi aveva una casa E gravata da mutuo pagherà un affitto o un semplice canone? Per tutti questi motivi occorre predisporre un regolamento altrimenti si accumulerà un debito. Il Comune deve decidere cosa deve accadere di questa enorme proprietà immobiliare. E chi ha già lasciato gli alloggi del Progetto Case verrà ricontattato per esigere i pagamenti pregressi? Basta rinviare i problemi: la gente aspetta risposte. A proposito», si chiede De Matteis, «come viene inserito il progetto Case nel piano di ricostruzione?».

    IL PIANO. Il vicepresident
    e vicario del consiglio regionale esprime soddisfazione «sulla notizia che entro il 30 giugno il Comune presenterà il piano di ricostruzione. Le risposte che il Comune deve dare sulla ripianificazione sono tante. Ad esempio c'è tutta la questione delle aree bianche, a vincolo decaduto. Occorre dare risposte anche su questo, visto che si susseguono le nomine del commissari ad acta che si sostituiscono al Comune. C'è anche l'aspetto delle case di legno, dei manufatti provvisori. La gente aspetta di sapere quali sono le intenzioni del Comune. Anche qui ci sarà una sanatoria o si procederà con gli abbattimenti? Nessuna certezza».

    CASE E. Un'altra delle spine è quella della mancata partenza della ricostruzione pesante. Sui progetti per le case E, De Matteis invoca un codice etico per i professionisti, oltre alla necessità di «un'ordinanza che indichi tempi certi per la valutazione dei progetti da parte della filiera Fintecna-Reluis-Cineas con tempi limite per le integrazioni e sanzioni per chi non ottempera. Si legge dagli stessi report del Comune sulle case E che perdura un "ridottissimo ritmo di presentazione delle domande di contributo". Non so cosa vorrà fare Chiodi per la scadenza del 30 giugno. Tuttavia bisogna accelerare, e dare risposte». De Matteis chiede infine a Cialente anche di esprimersi sul reinserimento nel cratere sismico operato dal Tar nei confronti dei Comuni esclusi in una prima fase «dato che il Pd, il suo partito, ha chiesto a Chiodi di non ricorrere al Consiglio di Stato. Ma il Comune non parla, neppure sui temi delle macerie e dei sottoservizi».

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    13 maggio 2011
     

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