di Marina Marinucci
L'AQUILA. Il segretario comunale del Partito democratico ingrana la retromarcia e firma con il commissario provinciale del Pd Arnaldo Mariotti un documento di sostegno all'amministrazione Cialente. Ma nel Pd c'è chi continua a non digerire l'ampliamento della giunta attuato dal primo cittadino. A scendere nuovamente in campo sono
Mauro Zaffiri e
Giulio Petrilli, entrambi componenti della segreteria comunale del Pd, che contestano anche l'intervento del commissario e dei suoi due vice. «Interessi personali o di gruppo. È questo il succo del comunicato con il quale il commissario provinciale del Pd,
Arnaldo Mariotti, e i suoi due vice stigmatizzano le posizioni di chi ha sviluppato alcune critiche verso la giunta guidata da
Massimo Cialente. Ponendo il problema del rinnovamento generazionale della politica», affermano i due esponenti in una nota, «della riduzione dei costi della stessa, della presenza di più donne nella giunta, di rideterminare le presidenze di commissioni, di rivalorizzare il programma, si punta - secondo quanto dichiarato dai commissari - ad interessi personali. Purtroppo molto spesso, invece, di entrare nel merito dei problemi sollevati, si preferisce ricondurre il tutto all'elemento personale, anticamera questa di culture dietrologiche e di repressione sottile del dissenso. Una versione moderna dello stalinismo. Noi abbiamo posto con sincerità e disinteresse personale alcuni problemi politici e ci piacerebbe che le risposte fossero politiche. L'Aquila ha bisogno di
una nuova primavera, di un nuovo slancio, di un nuovo
centrosinistra». Sin qui l'intervento dei due dissidenti che alcuni
giorni fa, subito dopo l'annuncio dell'ingresso in giunta del
segretario di Rifondazione comunista,
Fabio Pelini , avevano
fortemente criticato l'operato del sindaco e bollato il suo
esecutivo come «trasversale e di salute pubblica. Una giunta»
avevano scritto «con qualche assessore dell'altro schieramento e
una maggioranza di centrosinistra ormai priva di un programma».
Critiche erano arrivate anche dal segretario
Francesco
Iritale che aveva lamentato il mancato coinvolgimento dei
partiti nelle decisioni assunte dal sindaco sul rientro in giunta
del Prc. Nel mirino di Iritale, «non la scelta di Pelini, ma il
metodo seguito dal sindaco». Ieri, il nuovo intervento del
segretario firmato, questa volta, con il commissraio Mariotti. «Il
Pd dell'Aquila» si legge nella nota «ribadisce che l'interesse
della città è al centro della sua azione politica nelle sue
articolazioni di partito e istituzionali. I problemi che ha di
fronte la città - e nello specifico la ricostruzione fisica,
sociale ed economica - impongono l'impegno di tutte le risorse
intellettuali di cui disponiamo e, per far ciò, il metodo della
dialettica costruttiva e della condivisione delle soluzioni è
indispensabile. Esprimiamo sostegno all'amministrazione comunale
non rinunciando al compito del partito che è quello di organizzare
democraticamente i cittadini e di elaborare progetti. Dinanzi alla
grande complessità dei problemi che la vicenda aquilana pone
riteniamo indispensabile favorire un processo di rinnovamento,
anche generazionale, in grado di impegnare risorse nuove a servizio
della città. Infine, essendo in campagna tesseramento, impegniamo
tutto il gruppo dirigente a una positiva campagna di adesione».
Come dire che, nonostante qualche frizione, la giunta Cialente «non
si tocca». Cosa del resto ribadita anche in un recento incontro a
Roma con il segretario nazionale
Pierluigi Bersani. E
proprio a quell'incontro il primo cittadino ha fatto riferimento
l'altro giorno invitando «chi nel Pd continua a nutrire problemi a
parlarne direttamente con il segretario nazionale». Ieri Cialente
è tornato sulla questione, ma solo per «ringraziare chi in questo
difficile momento ha scelto di non restare alla finestra ma di
impegnarsi per la città».
API. Intanto Alleanza per l'Italia
(Api), rappresentata in giunta dall'assessore
Roberto Riga,
chiederà una verifica di maggioranza. Un'altra grana per il
sindaco.
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28 aprile 2011
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