AVEZZANO. Il televisore, così come l'anello con diamante, sarebbe la regalia che attesterebbe la corruzione: la Procura dell'Aquila, che ha indagato sui presunti affari del post-terremoto e messo sotto inchiesta
Ezio Stati, sua figlia
Daniela, ex assessore della Regione,
Marco Buzzelli,
Vincenzo Angeloni e
Sabatino Stornelli, non ha dubbi in proposito. Ma mentre si era saputo subito del sequestro dell'anello - il consulente tecnico della Procura ha attestato il valore a 9.045,90 euro più Iva - c'erano dubbi sul televisore. Che Ezio Stati, personaggio di spicco della politica marsicana e abruzzese, negava di avere ricevuto. Per la magistratura non è così. Come emerge dall'avviso di conclusione indagini firmato in questi giorni dal pm
Antonietta Picardi. Il televisore lcd da 40 pollici di marca Samsung (modello Ue40b7000wp con serie numero Z6jb3sosb012257) è stato ritrovato dalla squadra mobile di Pescara nella camera da letto dell'abitazione di Daniela Stati e del marito Marco Buzzelli. Il numero di matricola dell'apparecchio, per gli inquirenti, rientra nell'elenco dei televisori fatturati a carico di Auxilium Tech srl dell'11 dicembre 2009, con ordine del primo dicembre dello stesso anno. La società era quella di
Luca Mastroianni, proprietario del 98% delle quote della Valle del Giovenco calcio. La tv fu donata agli Stati, sempre secondo fonti investigative, la sera della festa di Natale voluta dalla società di calcio. Ezio Stati, dopo l'uscita dal carcere, oltre a
respingere ogni altro tipo di accusa, negò di avere ricevuto televisori in dono. Del televisore si parlava in una intercettazione telefonica. Ecco il colloquio:
Angeloni: Siccome mi sto a comprà un televisore ne volevo comprare due, te lo faccio montare a casa?
Ezio: Eh, per me è sempre un piacere.
Angeloni: Grosso. Uno grosso!
Ezio: E io sto sempre quà ad aspettare come un pappagallo!!!
Angeloni: A casa.., io lo do al papà dell'assessore.
Ezio: Sì sì, tu non mi rompere sempre le scatole con quella. Dopo la scarcerazione, Ezio Stati disse a proposito della perquisizione nella sua abitazione: «... Ecco cosa cercavano quella mattina. Rispondendo alla contestazione mi fu facile chiarire che, se pur da me non richiesto, non mi era mai arrivato ovvero Angeloni mi aveva rifilato una sola (imbroglio ndr). Una sola grossa grossa...». Per i cinque indagati la Procura ha confermato le accuse. Gli Stati e Buzzelli sono difesi da
Alfredo Iacone. Angeloni dagli avvocati
Antonio e
Pasquale Milo. (r.rs.)
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9 aprile 2011
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