MONTEREALE. Un Comune da rimettere in sesto. In tutti i sensi. Montereale aspetta il voto di maggio con la certezza che chiunque andrà a sedersi nella sede inagibile, e quindi da ristrutturare, avrà davanti un sacco di cose da fare. Si parla più di elezioni che di terremoto nel centro dell'Alta valle dell'Aterno commissariato la scorsa estate dopo le dimissioni in massa dei consiglieri. Tra frane sulle strade, scuole da demolire, chiese danneggiate e progetti E fermi da sette mesi c'è davvero parecchio da fare. Il viaggio della redazione mobile del Centro comincia nella sede comunale dove il commissario
Francesco Zito e il subcommissario
Roberta Di Silvestro sono in scadenza di mandato. La macchina elettorale si è già messa in moto. Si profila la presentazione di tre liste. La prima fa riferimento al sindaco uscente
Lucia Pandolfi (consigliere provinciale dell'Idv) che schiera come capolista
Gianni Sabatini. La seconda, sempre di centrosinistra, potrebbe puntare sul medico
Fabrizio Stocchi e aggregare elementi scontenti della precedente gestione. Il terzo schieramento potrebbe lanciare un volto nuovo, la giovane manager
Anna Rita Laurenzi. Situazione ancora fluida, mentre i problemi del paese sono tutti lì. Comune puntellato e inagibile, chiesa del beato Andrea inagibile, così come la parrocchiale di Santa Maria Assunta. Risalendo verso la parte alta del paese, con l'ex consigliere comunale
Marcella Polidori, protagonista di tante battaglie, che
fa da guida sulle emergenze architettoniche nel degrado, si nota
palazzo Baiocco, altra proprietà comunale che avrebbe bisogno di
una risistemata e che aspetta lavori da anni. A destra, invece,
spicca Palazzo Farnese con un bel restauro. Sulla piazza che domina
la vallata, col Gran Sasso da un lato e il Terminillo dall'altro,
inagibile anche la cappella rotonda del Palazzo. L'ex carcere,
ristrutturato, è in buone condizioni così come la torre civica.
Nascosto tra i rovi e l'erba alta un metro, invece, è il complesso
del convento di San Francesco, dalla cripta a volta gotica. Una
proprietà privata che si sta lentamente sbriciolando. Da qui si
gode una splendida veduta ma pare che la questione del recupero non
sia di grosso interesse, come si rammarica la signora
Polidori. Ai cancelli, il cartoncino verde «Istituto vendite
giudiziarie» con tanto di divieto d'accesso forse disegna il futuro
di questo complesso. Scendendo ancora, la chiesa della Madonna del
Carmine è salva grazie a un precedente restauro. La camminata
prosegue verso il centro. Non prima di incontrare gli allevatori
Alfredo e
Carmine Patrizi che, con
Antonio
Crudele, sono alle prese coi problemi di un settore in forte
crisi. «Troppe spese e andare in pari è già un'impresa», dicono in
coro. «E il terremoto ha peggiorato la situazione». Più avanti
sulla strada c'è una frana che impedisce il transito alle auto. Tra
via Ricci e via di porta Marana lo scivolamento del terreno
rappresenta un pericolo. Un'altra frana, poi, interessa la strada
per Borbona. Da qui si vedono le scuole, elementare e media,
oggetto di riclassificazioni confliggenti. Di conseguenza, altri
lavori bloccati e alunni tutti nella scuola provvisoria. E i lavori
privati? L'ufficio tecnico del Comune è intasato: «L'ingegnere
arriva un giorno e mezzo a settimana», dice una cittadina che deve
riparare la sua casa E per cui da sette mesi ha presentato il
progetto senza avere risposte. «Di questo passo non ne usciamo».
Quanto, poi, alle frazioni, il discorso si complica. Ad Aringo,
dove c'è gente che non torna da due anni perché gli immobili sono
stati dichiarati quasi tutti inagibili, è nato il comitato
coordinato da
Dario Tudini che promette battaglia. Il
viaggio costeggia casa Ciarrapico e termina di fronte a caffè e
tisichelle che le suore di clausura di San Leonardo mettono nella
ruota girevole per gli ospiti, ricevendone, in cambio, una copia
del Centro. Chiesa inagibile, piove nelle camere. Ma loro
sorridono: «Sia lodato Gesù e Maria».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
26 marzo 2011
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