Prevenzione, i piani dei sindaci

La scossa della scorsa notte fa riemergere la paura a Sulmona e nella Valle Peligna. Ed è dibattito sulle misure di prevenzione. Federico: dobbiamo essere pronti a sfidare anche la neve

    di Fabio Iuliano SULMONA. Un boato, i vetri che si muovono e la paura che sfiora una comunità che ha già vissuto l'incubo del sisma, seppure dai margini del cratere. La scossa tra mercoledì e giovedì moltiplica le voci nel dibattito tra informazione e prevenzione.

    Una scossa di magnitudo 3.1, con epicentro nei pressi di Forca Caruso, il valico dei briganti a metà strada tra Collarmele e Goriano Sicoli. Un evento percepito dai comuni della zona. Immediate le reazioni su Facebook. Tanti i commenti sulla pagina del ricercatore Giampaolo Giuliani, il quale ha segnalato una situazione nella norma nelle prossime ore, anche se i livelli di radon - stazionari a quota 3000-3500 s.s. - potrebbero presagire una «sequenza di fenomeni sismici inferiori a 3 di magnitudo. Anche nella Marsica qualche giorno fa abbiamo registrato alcune scosse di poco superiori a 2».

    Nasce da qui il dibattito sulle misure di prevenzione, anche in relazione al piano di protezione civile, uno strumento - almeno sulla carta - già in possesso delle amministrazioni locali di Sulmona, oltre a Raiano e Pratola dove la scossa è stata avvertita distintamente. «Abbiamo in dotazione il piano già da anni», ha spiegato il sindaco di Sulmona, Fabio Federico. «Un documento che contiene le aree di raccolta, ma anche le indicazioni per i soccorsi, compresa una mappa delle persone disabili da soccorrere. Dobbiamo essere pronti anche a fare i conti con la neve. Il 6 aprile 2009, comunque, avemmo il quadro della situazione dopo 20 minuti». A Raiano, second
    o le indicazioni del sindaco Marco Moca è stato realizzato un piano operativo in caso di calamità naturale con le aree di raccolta dove installare tensostrutture riscaldate, così come a Pratola. «Anche noi abbiamo un documento e un centro di raccordo per i soccorsi», spiega il sindaco di Pratola, Antonio De Crescentiis, ammettendo però che questo strumento rischia di essere poco efficace, senza un'azione di messa in sicurezza degli edifici a rischio nei paesi della Valle Peligna, partendo dai 2,8 milioni di euro stanziati per l'Abruzzo. Intanto, l'associazione «NaTourArte» ha invitato la stampa a non fare «allarmismi» sulle scosse per non avere ripercussioni sulla domanda turistica.
    (Ha collaborato Federico Cifani)

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    11 marzo 2011
     

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