L'AQUILA. Centrosinistra in difesa del sindaco
Massimo Cialente. I politici a livello locale e nazionale fanno quadrato attorno al sindaco dimissionario della città terremotata, e gli chiedono di «ripensarci» e ritirare le dimissioni formalizzate ieri mattina. In testa il parlamentare del Partito democratico,
Giovanni Lolli, e il dirigente comunale e consigliere provinciale,
Pierpaolo Pietrucci, che da due giorni rincorrono il sindaco per convincerlo a ritirare le dimissioni: «Un appello diretto, forte e sincero al sindaco Massimo Cialente: ritiri le dimissioni e resista». Il segretario comunale del Pd,
Francesco Iritale, e il capogruppo
Vito Albano vedono nel «commissariamento di 13 mesi della città un fatto negativo che inciderebbe sulla ricostruzione e sulla ripresa economica e sociale della città. Il partito esprime piena solidarietà al sindaco Cialente: è palese che la maggioranza esiste». Dalla segreteria nazionale del partito interviene anche il responsabile degli Enti locali,
Davide Zoggia: «Comprendiamo le difficoltà contro cui si è trovato a combattere il sindaco dopo il sisma», dice, «Cialente ha dovuto confrontarsi con le scelte in materia fiscale poco condivisibili del governo centrale. Ma lo invitiamo a rivedere la sua decisione: perché la città deve rinascere e il contributo di Cialente è fondamentale. Noi gli garantiremo tutto il nostro aiuto». Il sindaco ha «ragioni da vendere
», secondo il segretario del Partito socialista italiano,
Riccardo Nencini. «I socialisti lo hanno sempre sostenuto
con convinzione e oggi gli chiedono di ritirare le sue dimissioni e
di confermare l'affetto che ha sempre dimostrato nei confronti
della sua città». Anche tutto il Pd abruzzese si schiera dalla
parte di Massimo Cialente. Il segretario regionale,
Silvio
Paolucci, in una lettera scrive: «Tutto il Pd vuole assumersi
l'impegno con te e con tutta la città dell'Aquila, a ricostruire in
tempi rapidi un clima di collaborazione e una coalizione di governo
credibile, che possa portare a termine il mandato che ti è stato
affidato dai cittadini».
Lelio De Santis dell'Italia dei
valori dichiara: «Le dimissioni di Cialente meritano rispetto, ma
impongono un cambio di passo e di strategia». E promuove un
incontro per il 10 marzo per «valutare le criticità e le
problematiche che si sono venute a creare in questi due anni nel
quadro politico comunale». Per la lista civica L'Aquila città unita
si fa avanti
Luigi Faccia: «Caro sindaco vorrei invitarti a
riflettere sulla situazione attuale e su cosa potrebbe succedere
alla nostra città se lasciata senza guida». Per il Partito
socialita intervengono il segretario regionale e provinciale,
Massimo Carugno e
Gianni Padovani. «Serve una
generale assunzione di responsabilità», scrivono, «perché le
dimissioni di Cialente sono una drammatica e dolorosa denuncia
della solitudione in cui è stato lasciato». Un «no» secco alle
dimissioni arriva anche dal portavoce nazionale della Federazione
della sinistra,
Oliviero Diliberto: «Il governo deve
assumersi le sue responsabilità, e consegnare alla città e al
sindaco i 30 milioni di euro che stanno aspettando per intervenire
sul bilancio». Il vicesindaco dell'Aquila,
Giampaolo Arduini
(nella foto), è preoccupato per l'anniversario del sisma: «Il 6
aprile a distanza di due anni dal terremoto che ha sconvolto la
vita della città, se le cose non cambiano e Cialente non torna sui
suoi passi, ci sarebbe un commissario a celebrare il secondo
anniversario dal sisma, e non un sindaco. Sarebbe un altro elemento
negativo per la città». (m.g.)
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9 marzo 2011
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