di Fabio Iuliano
L'AQUILA. Le dimissioni dell'assessore
Roberto Riga diventano il presupposto perché la Fondazione «6 aprile per la vita onlus» - che riunisce circa 250 soci tra cui molti familiari delle vittime del sisma - continui a dialogare con l'amministrazione comunale dopo le recenti polemiche sul piano di protezione civile. «Non abbiamo mai gettato fango su nessuno, è il nostro senso civico a spingerci a chiedere di fare prevenzione per non rischiare di ripetere quanto già accaduto». Nelle parole di
Vincenzo Vittorini, presidente della Fondazione c'è l'amarezza di chi ha visto crollare le proprie certezze nell'arco di una notte senza poter fare niente, ma anche l'incredulità di fronte alle parole dell'assessore Riga, che ha bollato come false e calunniatrici le osservazioni sulla mancata pubblicizzazione del piano di protezione civile. Ma nelle parole di Vittorini, c'è anche la voglia di aprire un nuovo capitolo in materia di prevenzione sismica, in una città che continua ad essere interessata da sciami continui. «Magari qualcuno avesse denunciato prima quello che stiamo denunciando ora», sottolinea Vittorini. «Forse della gente si sarebbe salvata quella notte, penso anche a quei giovani che avevano scelto L'Aquila per continuare i propri studi: loro avrebbero probabilmente scelto un'altra strada». Nasce da queste premesse la determinazione della Fondazione a chiedere le dimissioni dell'assessore, accompagnate da una presa di posizione da parte della giunt
a. In una conferenza stampa, convocata nella sede dello studio di
Pierpaolo Visione, co-fondatore dell'associazione, la
Fondazione ha annunciato che, «se le dimissioni non ci saranno, non
parteciperemo più a eventi di commemorazione accanto a questa
classe politica». In primis l'anniversario del 6 aprile, che «a
prescindere da tutto non deve essere una passerella per politici
sia locali sia nazionali». Un riferimento velato è anche
all'opportunità di una nuova visita del premier proprio in quella
data. Intanto, l'Associazione 309 Martiri, fondata dalle stesse
persone per accertare le responsabilità che hanno determinato la
tragedia del sisma, si prepara a presentare un esposto-denuncia
contro gli enti locali (Comune-Provincia e Regione) per far
valutare dalla magistratura se ci sono state lacune in materia di
prevenzione. «Se c'è un piano di protezione civile», commenta
l'avvocato Visione, «è un dovere comunicarlo. Questa città ha
bisogno di punti di raccolta attrezzati, di depliant e di
esercitazioni di evacuazione». Ma soprattuto, ora c'è bisogno di
dare risposte a quanti sono in apprensione in questi giorni per le
nuove scosse. «I terremoti ci saranno sempre. Non possiamo fare
una "selezione naturale"», ribadisce Vittorini, «tra quanti sono
nel piano Case e, quindi, relativamente al sicuro e quelli che sono
rientrati nelle case in cemento». A proposito della divulgazione
del piano di protezione civile, è stata
Monica Pilolli, tra
i presenti alla conferenza, a ricordare di averlo chiesto invano
agli uffici comunali. «Ho parlato con il dirigente di settore
inoltrando formale richiesta», afferma, «me ne hanno dato solo una
parte dicendo di non essere in grado di reperire l'altra, persa
forse negli uffici di via Sassa». E intanto, la questione anima il
dibattito politico, mentre lo stesso Riga si dice «stupito e
amareggiato» da una interpretazione errata al suo comunicato, «che
non era e non voleva essere offensivo né nei toni né nei
contenuti», il sindaco
Massimo Cialente, lo sostiene e
rincara la dose affidando a RaiTre un commento: «Vittorini comincia
a usare termini oltraggiosi, anche perché il piano c'era ed è stato
anche rivisto». Un invito ad abbare i toni arriva dal consigliere
comunale,
Enrico Verini (Fli). «Al di là dei torti e delle
ragioni, i toni che si utilizzano verso concittadini che hanno
perso familiari nel terremoto, devono essere diversi da quelli
utilizzati da Riga».
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23 febbraio 2011
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