Carriole e petizione, in tanti si mobilitano

Altra domenica a pulire il centro storico. Il grido degli anziani: «Abbandonati da tutti»

    di Fabio Iuliano L'AQUILA. Prende in mano il megafono alle undici in punto, Giusi Pitari e, rivolta alla gente che scava e rastrella sulla scalinata di San Bernardino, urla: «Ci possiamo concedere una pausa caffè e sigaretta, ho parlato con Marchionne. Ci ha dato il permesso». Sono tornate anche questa domenica le carriole a San Bernardino, con l'intento di completare il lavoro della scorsa settimana, ridando valore a una delle aree più significative della città distrutta dal terremoto.

    LE PALE. Già dalle 10, la piazza si è riempita di scope, guanti da lavoro e rastrelli, per tirare via la sporcizia e le erbacce. Ferme in fila, in cima alla storica scalinata, le carriole con all'interno i tronchi secchi. Accanto, l'immancabile bandiera neroverde della città, con tanto di gonfalone. A tenere allegri tutti, ci ha pensato Anna Maria Barile e la sua musica popolare. Niente organetto e chitarra, ma solo un cd autoprodotto dove ha inciso alcune tra le più gettonate ballate aquilane. Tra queste anche dei brani originali, con dentro la storia di questi 22 mesi di post-sisma, dalle tende al progetto Case. Un po' di meno, gli scarriolanti, rispetto alla scorsa settimana «ma non è importante il numero», commenta Antonio Di Giandomenico, uno dei promotori dell'iniziativa, «l'importante è che ci sia sempre la stessa volontà dei cittadini di sollecitare le istituzioni a fare il proprio dovere».

    GLI ANZIANI. Tanti, comunque, i curiosi che si sono affacciati all'iniziativa. Tra questi, un gruppo di anziani attirati dalla gente e dalla musica popolare. «Dovete scrivere anche di noi», d
    icono rivolti ai cronisti presenti. «Siamo stati abbandonati dalle istituzioni e spesso l'unica alternativa che abbiamo è quella di ridurci a giocare a carte sotto la pensilina della Fontana Luminosa. Il sindaco ci aveva promesso una baracca per ripararci dalla pioggia, ma niente. Gli altri politicanti hanno fatto la stessa cosa. Siamo rimasti soli e non sappiamo che fare, questo dovete scriverlo».

    LA FACCIATA. La pulizia della scalinata si è fermata anche per dare spazio alla conferenza di Antonio Gasbarrini, sul tema del giallo architettonico della facciata di San Bernardino. L'ipotesi avanzata dallo studio condotto da Gasbarrini riguarda il progetto iniziale della facciata della chiesa di San Bernardino e la possibilità che dietro vi sia Michelangelo. «Nel 1515 è stato bandito un concorso per la facciata di San Lorenzo a Roma», ha spiegato, «Michelangelo ha risposto con un modello ligneo ancora conservato a Firenze a Casa Bonarroti di due metri d'altezza che sembra la copia esatta della facciata della basilica aquilana. Nello stesso periodo Raffaello realizzava un progetto per un palazzo a Roma, la cui facciata è simile a quella di San Bernardino», ha proseguito. «Non possiamo certo escludere che Cola dell'Amatrice abbia utilizzato i progetti dei due grandi artisti come ispirazione per il monumento aquilano. Quest'ipotesi», conclude Gasbarrini, «è ancora più probabile».

    LE NICCHIE. All'intervento di Gasbarrini ha fatto seguito l'artista aquilano Franco Fiorillo che ha illustrato il progetto nazionale di raccolta fondi per il restauro delle edicole della scalinata di San Bernardino: «Neola per L'Aquila: il restauro delle nicchie del primo bacio». Tra gli obiettivi delle carriole c'è quello di valorizzare e riqualificare l'area. «Un obiettivo centrato in pieno», secondo Graziella Cucchiarelli che ha trascorso l'intera mattinata con scopa e rastrello, «Lo spirito è lo stesso di sempre. Vogliamo ricordare che, quando si vuole, le cose si possono fare». Inoltre, il Muspac ha avviato un progetto per valorizzare queste edicole attraverso una serie di esposizioni ad hoc.

    LE FIRME. Accanto alla scalinata e davanti a molte piastre delle Case sono stati allestiti banchetti per la raccolta delle firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per la ricostruzione. Circa settecento le firme raccolte, complessivamente, di cui un centinaio in centro. «La ricostruzione dei nostri centri storici non può più aspettare», hanno commentato gli organizzatori. «I cittadini hanno bisogno di segnali di chiarezza che diano loro la speranza necessaria per decidere di restare, per ricostruire case e vite». Intanto, già si pensa all'appuntamento di domenica prossima. Le carriole potrebbero tornare in via Roma, mentre a piazza Palazzo ci sarà l'iniziativa «RiabbracciAmo la cultura».
    21 febbraio 2011
     

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