di Roberto Raschiatore
AVEZZANO. Le spese sostenute per l'acquisto della nuova sede del Consorzio acquedottistico marsicano - 2 milioni e mezzo di euro - sono finite sotto la lente d'ingrandimento della Guardia di finanza. Tutto è in un dossier consegnato alla Procura di Avezzano. I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria dell'Aquila (sezione reati societari, fallimentari ed altra criminalità economica) si sono mossi dopo la segnalazione arrivata da
Stefania Valeri, ex commissario straordinario del servizio idrico integrato. L'attività delle Fiamme gialle ha riguardato la presunta mancata applicazione del decreto legislativo 163/06 «nell'ambito della procedura per l'individuazione del finanziamento più conveniente per il pagamento dell'immobile destinato alla nuova sede del Cam spa di Avezzano». È emerso dal rapporto della Finanza: «Considerato l'importo dell'operazione, il Consorzio avrebbe dovuto indire un bando di gara ed eseguire la nuova procedura prevista dal nuovo codice per i contratti di rilevanza comunitaria». Il Cam ha fatto ricorso a un leasing con la finanziaria Fineco. Nel dossier compaiono anche le cifre dell'intera operazione: il valore dell'acquisto era di 2.193.000 euro; il corrispettivo globale di 2.583.454,50 euro; la restituzione della somma in 216 rate prevista dal 10 luglio 2009 al 10 luglio 2027; prezzo per l'eventuale acquisto del bene alla scadenza del contratto euro 325mila. Sull'operazione che ha portato gli uffici del Cam nella nuova sede di Caruscino il sostituto procuratore
della Repubblica di Avezzano,
Stefano Gallo, ha voluto
vederci chiaro. Il Consorzio acquedottistico gestisce i servizi
idrici integrati per conto dei Comuni marsicani soci. Stando a uno
studio della Regione, il debito complessivo nel 2008 superava i
trenta milioni di euro (quattro anni prima era di 8 milioni 673mila
euro). La procedura che ha portato all'acquisto ha avuto inizio il
28 aprile 2009. Quando l'assemblea dei soci ha dato il via libera
all'acquisto della nuova sede. La società venditrice dell'immobile
era la Prs srl. Il 2 luglio 2009, con delibera numero 62, il
consiglio di amministrazione del Cam ha approvato la proposta di
finanziamento di leasing concesso dalla Fineco per l'importo di
2.150.000 euro, oltre a Iva e spese di istruttoria e perizia (1.700
euro). Il 9 luglio 2009 l'Ente d'ambito (Ato) ha sospeso
l'esecutività della delibera «in quanto l'assunzione del
finanziamento mediante leasing non era congruente con quanto
previsto nella relazione approvata dall'assemblea e precedentemente
enunciata». Tesi smentita dalla dirigenza del Cam. Il 10 luglio,
davanti a un notaio, c'è stato l'atto di compravendita tra la Prs
srl (parte venditrice), la Fineco leasing spa (parte acquirente) e
il Cam spa (parte utilizzatrice). Con questo atto - è quanto emerso
dal rapporto delle Fiamme gialle - il complesso immobiliare veniva
ceduto alla Fineco per un prezzo complessivo di 2 milioni 580mila
euro e destinato a uso direzionale-artigianale per essere
utilizzato dal Cam. Nel fascicolo si evidenzia che si è arrivati
alla finanziaria dopo avere interpellato quattro banche di
Avezzano. Si dissero non interessate all'operazione. L'esposizione
debitoria del Cam non aveva permesso l'accensione di mutui. Ha
concluso la Finanza nel dossier spedito in Procura: «La procedura
adottata, sotto il profilo formale, appare non conforme e quindi in
violazione delle norme del codice degli appalti. Tuttavia, va
rilevato che una sorta di indagine di mercato, seppur limitata, è
stata eseguita. Per quanto attiene al dolo non sono emersi elementi
che ne comprovino la sussistenza».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
20 febbraio 2011
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